Lavoro
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di Redazione Teramo

GIULIANOVA. A Giulianova torna al centro dell’attenzione il problema dell’abbandono di rifiuti speciali e pericolosi.
Nell’area dell’ex Saig, priva di sistemi di videosorveglianza, si è formata nel tempo una vera e propria discarica a cielo aperto. Tra i materiali segnalati figurano rifiuti non tipizzati, scarti speciali e sostanze pericolose come amianto in eternit, pneumatici e materiale laterizio.
La situazione è stata documentata e formalmente denunciata attraverso telefonate e comunicazioni via mail agli enti competenti. Tuttavia, a distanza di circa un mese dalle segnalazioni, il quadro risulta ulteriormente peggiorato. Resta dunque una domanda centrale: chi intende intervenire?
Ricordiamo che l’abbandono di rifiuti speciali e pericolosi costituisce reato penale ai sensi degli articoli 255-ter e 256 del D.Lgs. 152/06, con pene che prevedono la reclusione da 1 a 5 anni (fino a 6 anni e 6 mesi in presenza di aggravanti) e ammende elevate, raddoppiate nel caso di rifiuti pericolosi. È sempre previsto il ripristino dei luoghi, oltre al sequestro del mezzo e alla confisca.
Sanzioni dettagliate (Normativa 2023–2025)
Rifiuti pericolosi (privati ed enti): reclusione da 1 a 5 anni, aumentata da 1 anno e 6 mesi a 6 anni e 6 mesi se il fatto provoca inquinamento di suolo, acqua o aria o comporta pericolo per la salute pubblica.
Imprese e responsabili: per i titolari di imprese la gestione illecita (abbandono, scarico o deposito) comporta arresto e/o ammende fino a 26.000 euro, con aumenti in presenza di rifiuti pericolosi.
Abbandono generico: anche i privati sono soggetti a sanzione penale con ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Veicoli: in caso di utilizzo di un mezzo, è prevista la sospensione della patente da 3 a 9 mesi e la confisca del veicolo.
Responsabilità e aggravanti: il responsabile è tenuto al ripristino dello stato dei luoghi a proprie spese; per le aziende si applica anche la responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
La normativa attribuisce inoltre ai Comuni la possibilità di utilizzare strumenti di videosorveglianza per accertare tali illeciti. Sanzioni più severe, introdotte per contrastare l’impatto nocivo di materiali come amianto, oli esausti, batterie e sostanze chimiche, che rappresentano un serio rischio per l’ambiente e per la salute pubblica.
I controlli
In attesa di risposte concrete, la vicenda solleva un interrogativo più ampio sulla tutela del territorio e sull’efficacia dei controlli. Perché denunciare è un dovere civico, ma garantire sicurezza ambientale è una responsabilità istituzionale.