Infrastrutture
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di Pino Veri

TERAMO. Dietro i numeri delle liste d’attesa ci sono pazienti costretti a rinviare controlli importanti, famiglie chiamate a sostenere nuove spese e cittadini che, sempre più spesso, finiscono per rivolgersi alla sanità privata pur di ottenere una prestazione in tempi accettabili.
Il quadro delineato dai dati pubblicati da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, appare tutt’altro che rassicurante per la sanità abruzzese. Si tratta di rilevazioni che richiederebbero un’analisi rigorosa da parte di chi ha il compito di programmare, controllare e migliorare il sistema regionale delle prenotazioni.
Agenas è l’ente pubblico che svolge funzioni di supporto tecnico e scientifico per il Servizio sanitario nazionale. Contestare le sue rilevazioni attraverso semplici giustificazioni rischia, dunque, di allontanare il confronto dalla realtà quotidiana vissuta dagli utenti.
Nel frattempo, il nostro Osservatorio sulle liste d’attesa ha raggiunto quota 396 prenotazioni raccolte. Un campione ormai significativo, che non solo si avvicina alle conclusioni emerse dal monitoraggio nazionale, ma mette in evidenza un altro fenomeno particolarmente delicato: il progressivo aumento del ricorso alle prestazioni in intramoenia, con inevitabili conseguenze economiche per le famiglie.
La sensazione è quella di un sistema che continui a procedere senza una programmazione realmente efficace, mentre ai dirigenti vengono regolarmente riconosciuti premi di produttività. Un contrasto difficile da comprendere alla luce delle esperienze concrete raccontate ogni giorno dai cittadini.
L’ultimo caso segnalato riguarda la Asl di Teramo. Una paziente deve sottoporsi a una mammografia bilaterale di controllo, esame fondamentale per la prevenzione e il monitoraggio delle patologie del seno. Il controllo avrebbe dovuto essere effettuato entro otto mesi.
La data assegnata per la prestazione è invece marzo 2029. Quasi tre anni di attesa per un esame che dovrebbe essere eseguito nel giro di pochi mesi e che, per la sua natura, può assumere un ruolo decisivo nella tutela della salute e nella diagnosi precoce.
Si attende ora l’analisi del responsabile regionale delle liste d’attesa e direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Maurizio Brucchi. Sarà necessario comprendere quali spiegazioni verranno fornite e, soprattutto, quali interventi concreti saranno messi in campo.
Perché davanti a una mammografia fissata nel 2029 non bastano più relazioni, interpretazioni statistiche o rassicurazioni. Servono agende aperte, percorsi alternativi immediati e responsabilità precise. Ogni data rinviata di anni non è soltanto una casella sul calendario: è una paziente lasciata nell’incertezza, in attesa che il diritto alla salute torni a essere garantito nei tempi necessari.