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La rottura

Cup della Asl di Teramo, sindacati sul piede di guerra: scatta lo stato di agitazione

Filcams Cgil e Fisascat Cisl denunciano gravi criticità nella gestione del servizio. Stop immediato a straordinari e lavoro supplementare

Cup della Asl di Teramo, sindacati sul piede di guerra: scatta lo stato di agitazione
di Redazione Teramo
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TERAMO. Rottura tra sindacati e azienda nella gestione del servizio Cup della Asl di Teramo. Al termine delle assemblee con il personale, Filcams Cgil Teramo e Fisascat Cisl Abruzzo-Molise hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori impiegati nei presidi ospedalieri della provincia.

Da oggi, 16 giugno, scatta anche il blocco immediato delle ore di lavoro supplementare e degli straordinari, misura che potrebbe avere ripercussioni sull’organizzazione del servizio.

«Nessun confronto con l’azienda»

Al centro delle contestazioni c’è il rapporto con la società che gestisce l’appalto, la S.C.C. a r.l. Società Consortile Cup Abruzzo insieme al Consorzio Nazionale Servizi.

Secondo le organizzazioni sindacali, alle richieste di incontro avanzate negli ultimi mesi non sarebbe mai seguita una risposta concreta, impedendo l’apertura di un confronto sulle problematiche segnalate dai dipendenti.

Turni comunicati all’ultimo momento

Tra le criticità evidenziate dai lavoratori figura l’organizzazione dei turni, che verrebbero comunicati con pochissimo preavviso.

I sindacati denunciano una situazione che renderebbe difficile conciliare vita privata e lavoro, soprattutto rispetto al passato quando la programmazione veniva effettuata su base mensile.

Straordinari continui e ferie estive

Le sigle sindacali puntano il dito anche contro il ricorso costante a ore aggiuntive per coprire le necessità del servizio.

Secondo Cgil e Cisl, invece di stabilizzare il personale e aumentare le ore dei numerosi contratti part-time, l’azienda continuerebbe a fare affidamento su straordinari e lavoro supplementare.

Preoccupazione viene espressa inoltre per la gestione delle ferie estive. Al momento, sostengono i sindacati, non sarebbero state programmate sostituzioni sufficienti per garantire la copertura del servizio nei mesi più delicati dell’anno.

Le altre contestazioni

Tra i temi sollevati figurano anche il mancato avvio di un confronto sullo smart working per gli operatori del call center che lavorano lontano dalla sede e la gestione del fondo cassa.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, alcune incombenze organizzative verrebbero scaricate direttamente sul personale pur non rientrando nelle mansioni previste.

L’appello alla Asl

Filcams Cgil e Fisascat Cisl chiedono ora un intervento diretto della Asl di Teramo, in qualità di stazione appaltante, affinché venga aperto un tavolo di confronto tra azienda e sindacati.

Per le due organizzazioni la situazione richiede risposte immediate sia per tutelare i diritti dei lavoratori sia per garantire un servizio efficiente ai cittadini. In assenza di sviluppi, avvertono i sindacati, la mobilitazione potrebbe intensificarsi nelle prossime settimane.