Abruzzo Daily

Logo
Logo
Lavoro

Case di riposo, le cooperative pagano metà stipendi: Canzio punta all'udienza di luglio, i sindacati confermano lo sciopero

Il commissario rassicura sul futuro delle case di riposo e attribuisce i ritardi al blocco dei conti per un pignoramento. Le organizzazioni sindacali: “Non accetteremo stipendi pagati al 50%”

Roberto Canzio
Roberto Canzio
di Redazione Teramo
2 MINUTI DI LETTURA

TERAMO. Resta alta la tensione attorno alla situazione economica dell’Asp1 di Teramo. Al centro della vicenda ci sono i circa 250 dipendenti delle case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto, che attendono ancora il pagamento dello stipendio che avrebbe dovuto essere corrisposto il 20 maggio.

Secondo quanto spiegato dal commissario straordinario Roberto Canzio, il problema non riguarda la mancanza di risorse ma il blocco dei conti dell’ente a seguito di un pignoramento, circostanza che impedisce all’Asp1 di liquidare alle cooperative le somme necessarie per il pagamento delle retribuzioni.

Il piano in attesa dell’udienza

Dopo l’incontro con i sindacati, è stata individuata una soluzione temporanea. Entro oggi le cooperative dovrebbero versare il 50% degli stipendi arretrati, mentre il restante importo, insieme alla mensilità in scadenza il 20 giugno, dovrebbe essere recuperato entro la fine del mese.

La data chiave resta però quella del 7 luglio, quando il giudice sarà chiamato a pronunciarsi sull’opposizione al decreto di pignoramento. Da quell’udienza dipenderà il possibile sblocco dei conti dell’ente.

Canzio ha sottolineato come attualmente l’Asp1 non possa effettuare alcun pagamento, neppure per spese ordinarie, e si è detto fiducioso sull’esito del procedimento. Ha inoltre escluso rischi immediati per la continuità delle strutture assistenziali.

Lo scontro con il sindaco D’Alberto

Nel corso dell’incontro con la stampa, il commissario ha replicato anche alle dichiarazioni del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che nei giorni scorsi aveva annunciato la convocazione di un consiglio comunale straordinario sulla vicenda.

Canzio ha respinto l’idea di aver bisogno di una difesa politica da parte del Comune, ricordando l’esistenza di contenziosi pregressi tra l’ente e l’amministrazione comunale. Ha inoltre sostenuto che le difficoltà economiche dell’Asp1 affondano le radici nelle gestioni precedenti, facendo riferimento al periodo compreso tra il 2014 e il 2019 e alle successive vicende legate ai bilanci.

I sindacati: “Situazione inaccettabile”

Di tono opposto la posizione delle organizzazioni sindacali, che pur prendendo atto dell’impegno a versare metà delle retribuzioni confermano lo stato di agitazione e lo sciopero già proclamato per il 20 giugno.

Fp Cgil, Uil Fpl, Fisascat Cisl, Ugl Salute e Nursind ritengono insufficiente il pagamento parziale degli stipendi, ricordando che lavoratrici e lavoratori continuano a dover far fronte integralmente a mutui, bollette e spese familiari.

Confermato lo sciopero del 20 giugno

I sindacati chiedono il pagamento completo della mensilità arretrata e il rispetto delle prossime scadenze, compresa la quattordicesima. Per le organizzazioni dei lavoratori, la crisi dell’Asp1 non può più essere affrontata con soluzioni emergenziali e richiede interventi strutturali da parte delle istituzioni.

Da qui la decisione di confermare la mobilitazione del 20 giugno, che sarà dedicata non solo alla tutela delle retribuzioni ma anche al futuro delle case di riposo e alla salvaguardia dei servizi destinati agli anziani ospiti delle strutture.