L'aggressione
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di Tito Di Persio

ATRI. Settantasei opere per custodire la memoria di un artista e, soprattutto, per consegnare alla città di Atri una parte importante della sua storia culturale. È stato firmato questa mattina, martedì 15 settembre, nella casa comunale di Atri, l’atto formale con cui la famiglia del Maestro Gigino (Luigi) Falconi ha donato al Comune 76 opere appartenute al celebre pittore, scomparso il 25 gennaio scorso.
La stipula dell’atto, avvenuta alle 9 davanti al notaio Filippo Forcella, rappresenta un passaggio destinato a segnare profondamente la vita culturale della città. Presenti gli eredi dell’artista, la moglie Biancamaria Ronda e i figli Caterina, Domenico e Alessandro, insieme ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale. Con la donazione, una selezione ampia e rappresentativa della produzione di Falconi entra ufficialmente a far parte del Demanio Storico e Artistico del Comune di Atri. Le opere saranno così tutelate e rese permanentemente disponibili alla collettività, con un vincolo di inalienabilità che ne garantisce la conservazione e la destinazione pubblica. Non si tratta, dunque, soltanto dell’acquisizione di una prestigiosa collezione d’arte. È la realizzazione di una precisa volontà del maestro, che negli ultimi anni aveva manifestato il desiderio che le sue opere rimanessero insieme e trovassero una collocazione museale degna del loro valore. Un desiderio raccolto dalla famiglia e trasformato oggi in una scelta concreta a beneficio dell’intera comunità.
«Papà amava i suoi quadri come i suoi figli. La sua preoccupazione, negli ultimi tempi, era dar loro una collocazione museale degna, che restassero insieme, patrimonio dell’umanità», ha spiegato la figlia Caterina, anche a nome dei fratelli. La famiglia, ha aggiunto, ha sempre considerato quelle opere non come una semplice eredità privata, ma come qualcosa destinato a un piano diverso, legato alla memoria e alla cultura.
Caterina ha ricordato anche il legame particolare che univa Falconi ad Atri e il rapporto di amicizia con il vicesindaco Domenico Felicione. «Atri, nella persona di Felicione, del sindaco e della Giunta comunale, ha aperto le braccia per accogliere una collezione di inestimabile valore artistico. Ha permesso all'ultimo e più grande desiderio del maestro di realizzarsi. La nostra gratitudine è immensa».
La donazione è il risultato di un progetto di valorizzazione artistica che vede coinvolto il critico d’arte Giuseppe Bacci e che è stato sviluppato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di L’Aquila e Teramo e con il Capitolo della Concattedrale di Atri.
«Oggi è una giornata di immensa gratitudine e orgoglio per tutta la comunità di Atri», ha dichiarato il sindaco Piergiorgio Ferretti. «A nome dell’Amministrazione e della città, rivolgo un sincero e profondo ringraziamento alla signora Biancamaria e ai figli Caterina, Domenico e Alessandro. Con questo atto di straordinaria generosità, il genio e l’eredità umana e artistica del Maestro Gigino Falconi rimarranno per sempre legati alla nostra terra».
Per il primo cittadino, l’ingresso delle opere nel patrimonio comunale comporta anche una precisa responsabilità: «Raccogliamo con profondo senso di responsabilità questo patrimonio inestimabile, con l’impegno di custodirlo, valorizzarlo e tramandarlo alle future generazioni».
Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Domenico Felicione, che considera la donazione un’opportunità destinata ad avere ricadute importanti sull’identità culturale e sull’attrattività di Atri. «L’ingresso di queste 76 opere nel patrimonio pubblico rappresenta un arricchimento culturale di livello eccezionale», ha sottolineato. «Gigino Falconi è stato un maestro riconosciuto nel panorama artistico nazionale e internazionale».
L’obiettivo ora è trasformare questa eredità in un vero e proprio punto di riferimento culturale. «Dedicargli uno spazio espositivo permanente non è soltanto un doveroso omaggio alla sua memoria, ma un investimento strategico che proietta Atri tra i centri di riferimento per l’arte contemporanea», ha aggiunto Felicione, sottolineando il valore che la nuova realtà potrà avere per cittadini, studenti e turisti.
E il prossimo appuntamento è già fissato. A breve, infatti, sarà inaugurata ufficialmente la nuova Pinacoteca Gigino Falconi, allestita negli spazi al primo piano dello storico Palazzo De Galitiis-De Albentiis-Tascini. Sarà lì che le 76 opere troveranno la loro nuova casa, trasformando quella che per Falconi era una preoccupazione per il futuro dei suoi dipinti in una realtà concreta: le sue opere resteranno insieme, nella città alla quale il maestro era profondamente legato, e potranno essere ammirate dalle future generazioni.