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Calcio e violenza

Scontri dopo la retrocessione del Pescara, altri 4 arresti

Il caos dopo la partita contro lo Spezia: proseguono le indagini della Digos

Un'immagine del caos fuori dallo stadio
Un'immagine del caos fuori dallo stadio
di Redazione Pescara
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PESCARA. Altri quattro arresti, in flagranza differita, in seguito agli scontri scoppiati venerdì 8 maggio a Pescara dopo la retrocessione in Serie C della squadra biancazzurra. Ci sarebbe, secondo quanto si apprende, anche un minorenne.

Si tratta di tifosi accusati, a vario titolo, tra l’altro, di danneggiamento, lancio di oggetti pericolosi, travisamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Gli arresti si vanno ad aggiungere ai due eseguiti subito dopo i fatti.

A occuparsene è stata la Digos della questura di Pescara, che sta indagando sull’accaduto e ha individuato i responsabili anche attraverso la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

Oltre 500, secondo le stime, le persone che hanno dato vita alla violenta contestazione, scoppiata al termine della gara con la Spezia. Il bilancio è di una decina di agenti feriti. Nel corso delle contestazioni, hanno ricostruito i sindacati di polizia, sono state lanciate 126 bombe carta dentro e fuori dallo stadio, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con 72 lacrimogeni per disperdere la tifoseria. Le indagini e gli accertamenti della Digos proseguono.