Controllo
Montesilvano, locale chiuso per 10 giorni dopo episodi di violenza: era già stato sospeso a giugno
di Paolo Renzetti

PESCARA. Durante l'interrogatorio di garanzia in videoconferenza, il diciassettenne di Montesilvano finito nel mirino dei carabinieri del Reparto operativo speciale per l'adesione a gruppi social che promuovono tesi suprematiste e l'incitamento alla discriminazione razziale, è apparso calmo e fiducioso nel lavoro della magistratura.
Davanti al giudice per le indagini preliminari, il giovane ha risposto alle domande chiarendo la sua posizione in merito alla partecipazione a circuiti digitali dell'estrema destra radicale.
L'indagato mostra pentimento
Le indagini, coordinate dalla procura per i minorenni dell'Aquila, hanno rivelato come il coinvolgimento sia iniziato precocemente.
Nonostante la gravità delle ipotesi di reato, che includono la finalità di terrorismo, l'indagato si è mostrato pentito, dichiarando di «aver tentato in passato di abbandonare le chat incriminate, ricevendo in cambio pesanti minacce dai membri della comunità virtuale».