La crisi
Maltempo a Pescara, il presidente della Provincia De Luca chiede lo stato di emergenza
di Paolo Renzetti

PESCARA. Durante l'interrogatorio di garanzia in videoconferenza, il diciassettenne di Montesilvano finito nel mirino dei carabinieri del Reparto operativo speciale per l'adesione a gruppi social che promuovono tesi suprematiste e l'incitamento alla discriminazione razziale, è apparso calmo e fiducioso nel lavoro della magistratura.
Davanti al giudice per le indagini preliminari, il giovane ha risposto alle domande chiarendo la sua posizione in merito alla partecipazione a circuiti digitali dell'estrema destra radicale.
L'indagato mostra pentimento
Le indagini, coordinate dalla procura per i minorenni dell'Aquila, hanno rivelato come il coinvolgimento sia iniziato precocemente.
Nonostante la gravità delle ipotesi di reato, che includono la finalità di terrorismo, l'indagato si è mostrato pentito, dichiarando di «aver tentato in passato di abbandonare le chat incriminate, ricevendo in cambio pesanti minacce dai membri della comunità virtuale».