Il ritratto
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di Tito Di Persio

PESCARA. È un Pescara sotto choc quello tornato da Forlì con sei gol sul groppone (6-3) e il morale totalmente capovolto a una settimana dal successo casalingo sulla Vis Pesaro con cui aveva iniziato il suo cammino nel girone B della Serie C, in cui punta nelle intenzioni a recitare un ruolo da protagonista.
Buscè incredulo per il crollo di Forlì
Passato in vantaggio ma andato al riposo sotto 3-1 e con un uomo in meno (rosso a Pellacani per una manata a Petrelli sanzionata dall'arbitro dopo revisione al video), in dieci il Delfino aveva trovato la forza di reagire e di pareggiare ma è poi di nuovo crollato nel finale, lasciando incredulo Antonio Buscè: «È una situazione umiliante, che è poi difficile anche spiegare - ha detto il tecnico del Pescara in conferenza stampa dopo il ko di Forlì -. Troppi gol presi e troppi errori che ci hanno condannato, quello che è successo stasera non deve assolutamente succedere. La partita oltretutto si era messa come volevamo, perché avevamo trovato la rete, poi però c'è stata poca attenzione. Diventa difficile commentare quello che ho visto, si fa fatica a commentare una roba del genere».
Il tecnico del Pescara spera nel mercato
Buscè ha poi lasciato intendere di aspettarsi altri arrivi oltre a quello del centravanti Parigi, che il Pescara sta trattando con il Latina in questi ultimi giorni di calciomercato (alle ore 20 del 1° settembre lo stop ai trasferimenti). «I troppi errori di stasera devono sicuramente far riflettere tanto - ha sottolineato l'allenatore biancazzurro -. Eravamo anche in difficoltà dietro perché Altare è ancora alle prese con l'infiammazione al ginocchio e non ho voluto rischiare Letizia nel timore di perderlo per quella successiva, in cui peserà l'espulsione odierna di Pellacani e saremo di nuovo punto e a capo. La problematica però è forse un'altra, quella cioè di non capire quello che si sta facendo. Per il resto valuteremo con il direttore Foggia se in queste ultime ore di mercato c'è da fare qualche operazione per qualche zona di campo. Servirà però riflettere con umiltà e serenità, senza lasciarsi condizionare dalla rabbia di quanto visto oggi sul campo».
Il “mea culpa” di Pellacani
Al termine del match ha parlato anche il difensore biancazzurro Filippo Pellacani, facendo "mea culpa" anche a nome dei compagni: «C'è poco da spiegare. Siamo stati vergognosi, io in primis - ha detto il centrale, espulso al 33' -. C'è stato un blackout e quando stacchiamo la spina possiamo prendere cinque gol dall'Avezzano e da chiunque. Questo è un grosso limite che abbiamo. Arrivavamo qui con entusiasmo dopo la vittoria con la Vis Pesaro in una gara controllata per cento minuti. Siamo partiti forte anche stavolta e trovato il gol, ma da lì in poi ci siamo spenti, disuniti ed è uscito fuori di tutto». L'occasione per rialzarsi arriverà domenica prossima (6 settembre, ore 18) all'Adriatico, che farà da scenario al big-match contro il Ravenna: «Ai tifosi c'è da chiedere scusa come minimo, tutta la squadra è delusa e si vergogna di questo risultato umiliante. È stato un disastro ma il calcio è bello perché ci mette subito davanti una grande sfida per riscattarci. La squadra non vede l'ora di giocarla».