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La storia

Perde la vista a 16 anni, poi rinasce nello sport: Lorenzo Bernard emoziona la Coppa del Mondo di paraciclismo

Il 29enne ha trasformato la sua drammatica storia personale in un successo sportivo di livello internazionale per dimostrare il valore della resilienza oltre la disabilità

Lorenzo Bernard
Lorenzo Bernard
di Luca Di Renzo
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MONTESILVANO. In occasione della tappa della Coppa del Mondo di Paraciclismo attualmente in corso a Montesilvano, l’atleta Lorenzo Bernard, 29 anni, ha trasformato la sua drammatica storia personale in un successo sportivo di livello internazionale per dimostrare il valore della resilienza oltre la disabilità.

Bernard, che ha perso la vista nel 2013, si conferma oggi come uno dei nomi di punta della nazionale azzurra nel tandem, portando la sua esperienza di vita e di gara sul palcoscenico abruzzese.

La storia di Lorenzo Bernard è un manifesto di resilienza che parte da un prato della Val di Susa e arriva sulle strade dell'Abruzzo. Dopo l’incidente che gli ha cambiato la vita a soli 16 anni, il giovane atleta non ha mai abbandonato la vocazione per lo sport, transitando dal canottaggio — dove ha ottenuto successi internazionali — al paraciclismo. La transizione sulle due ruote è avvenuta con una rapidità sorprendente, portandolo in breve tempo a vestire la maglia azzurra e a scalare il ranking dell' UCI.

A Montesilvano, il terreno di gara si è rivelato tecnico e impegnativo, mettendo alla prova l'intesa perfetta tra Bernard e la sua guida. La Coppa del Mondo rappresenta per l'atleta un passaggio cruciale non solo per il palmarès personale, ma come fondamentale test in vista delle prossime Paralimpiadi. La sua determinazione è stata sottolineata dalle sue stesse parole a margine della gara: "Ogni chilometro percorso è un modo per onorare la vita e dimostrare che il limite è spesso solo un concetto mentale".

L'evento abruzzese ha ribadito l'importanza dell'inclusione attraverso la competizione ad alto livello. Lorenzo Bernard incarna perfettamente lo spirito dei Giochi, unendo una preparazione fisica meticolosa a una forza psicologica che ispira le nuove generazioni di atleti. Il suo percorso da Torino alle vette mondiali continua a scrivere pagine di cronaca sportiva che vanno ben oltre il semplice risultato tecnico, segnando il trionfo della volontà sulla tragedia.