La lettera
Pescara, porto insabbiato. Il sindaco Masci scrive a tre ministri per chiedere un tavolo di crisi
di Paolo Renzetti

PESCARA. Il caso relativo alla morte del 16enne Christopher Thomas Luciani avvenuta nel giugno 2024, si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario.
La procura per i minorenni dell'Aquila ha infatti deciso di stralciare la posizione di un giovane che faceva parte del gruppo, presente al parco Baden Powell di Pescara. Per lui l’ipotesi di reato è di omissione di soccorso, una fattispecie che è stata contestata anche agli altri componenti della comitiva tranne che per uno per il quale la pubblica accusa ha chiesto l'archiviazione.
La famiglia della vittima, rappresentata legalmente da Giacomo Margaganella, ha presentato ferma opposizione che sarà discussa lunedì 14 aprile. Il dibattimento si sposterà per discutere non solo l'omissione, ma anche il presunto favoreggiamento nell'occultamento di cadavere. Secondo i legali della difesa, tra cui l’avvocato Italo Colaneri, il nuovo sviluppo dimostra come la dinamica dei fatti sia estremamente più stratificata rispetto alle ricostruzioni iniziali.
La nonna della vittima, Olga Cipriano, continua a chiedere verità sulla condotta degli altri amici che, pur consapevoli della gravità della situazione, scelsero di recarsi al mare anziché allertare il 118 o le forze dell'ordine. L'istanza punta a fare luce su quella che viene definita una "inquietante indifferenza" collettiva di fronte a un crimine così efferato