Sanità
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di Luca Di Renzo

CHIETI. La fonte è attendibile e vaticana. La notizia è di quelle che in Abruzzo si attendeva da tempo, potremmo dire da anni e si era ormai persa la speranza che arrivasse.
L’indiscrezione riguarda l’arcivescovo di Chieti Bruno Forte che diventerà Cardinale. Il prelato ha festeggiato l’ultima Pasqua da Arcivescovo di Chieti, ha salutato la sua diocesi e a fine mese andrà a Napoli a godersi una meritata pensione. A 77 anni ha anche sforato il limite stabilito dalla Santa Sede per guidare una diocesi. I vescovi, infatti, vanno in pensione a 75 anni. Non i cardinali per i quali il limite di età, in qualità anche di grandi elettori in caso di conclave, è fissato a 80 anni. Per monsignor Forte l’elevazione a Principe della Chiesa sarebbe la degna conclusione di un mandato pastorale portato avanti per anni con la stima di tutto il mondo ecclesiastico e dei fedeli. Ha guidato la diocesi teatina, insieme a L’Aquila la più importante d’Abruzzo, per oltre quattro lustri ed è stato sempre fonte di ispirazione per il mondo cattolico abruzzese.
L’intervista rilasciata ad Abruzzo Daily all’inizio della settimana santa è stata un saluto alla regione che lo ha accolto e ospitato ma anche motivo di riflessione dal punto di vista teologico. È vero, la voce che potesse diventare cardinale è circolata in regione per anni, ogni volta, ogni anno, ogni nuovo Papa sembrava la volta buona ma poi non se ne faceva nulla. Le dinamiche della chiesa le si conoscono solo nell’alto dei cieli e forse di più nella curia vaticana. Questa, con Leone XIV, sembrerebbe la volta buona. Forte saluterà e lascerà la diocesi e poi, al primo concistoro utile, cambierà il viola con il rosso porpora e da Eccellenza diventerà Sua Eminenza. Mai promozione fu più meritata, lasciatecelo dire.
La preparazione teologica di Bruno Forte non è stata mai messa in discussione da nessuno, nemmeno le sue capacità pastorali di guida della comunità teatina. Disponibile, accogliente, in linea con l’insegnamento del Vangelo, Forte ha saputo continuare la sua missione fino alla fine del mandato. L’emozione degli ultimi riti del triduo pasquale di quest’anno è stata ben visibile, soprattutto durante la processione del Cristo Morto di Chieti, la più famosa del mondo e Patrimonio dell’Unesco. Del vescovo futuro cardinale resterà impressa quell’immagine del venerdì santo del 2020. Lui solo con la croce, durante il Covid, che percorreva le strade di Chieti. Intorno a lui il vuoto. Poi, quel crocifisso al quale si staccano le mani dalla croce e si ribalta a testa in giù. Una immagine terribile, come se Cristo avesse voluto sottolineare il terribile momento che l'Italia stava vivendo. Lo ha fatto proprio a Chieti, proprio a Bruno Forte. Un segno, forse, come per dirgli: «Prendi la tua croce e seguimi, sarai uno dei miei apostoli, uno dei miei cardinali».