Via libera
Nuovo porto di Pescara, nel 2027 partono i lavori
di Luca Di Renzo

Il Presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri, ha ribadito con forza nella mattinata di oggi, 8 maggio 2026, la validità del percorso verso la Nuova Pescara, definendo il processo di fusione come «inarrestabile». Durante il suo intervento, Sospiri ha voluto sgomberare il campo dalle polemiche identitarie, spiegando che l’istituzione dei Municipi nasce proprio per tutelare gli idiomi originari e l’identità di Montesilvano e Spoltore, che continueranno a esistere e a chiamarsi così all'interno del nuovo assetto amministrativo.
Per il Presidente, non si tratta di un'operazione di «machismo» dimensionale o di una volontà di annessione, ma di una necessità strategica per il territorio abruzzese. Secondo Sospiri, la creazione della grande città è l'unica via per rendere l'area urbana «più forte, più ascoltata e più attenzionata» a livello nazionale, garantendo al contempo una maggiore efficienza dei servizi per tutti i cittadini coinvolti.
Il monito sui nuovi referendum
Un passaggio chiave del discorso di Lorenzo Sospiri ha riguardato le recenti iniziative referendarie promosse dai comuni di Montesilvano e Spoltore. Pur dichiarando di rispettare sempre l'espressione del voto dei cittadini, il Presidente ha espresso il timore che tali consultazioni possano rivelarsi un «boomerang» per chi le ha indette. Il test di rappresentatività, secondo Sospiri, resta quello del referendum originale convocato a norma di legge, che vide una partecipazione massiccia superiore al 70%.
La valutazione politica e il futuro
Nonostante le resistenze, Sospiri ha confermato che la regione rispetterà le valutazioni politiche emergenti, ma continuerà a lavorare per far comprendere come i vantaggi della fusione siano nettamente superiori agli svantaggi. La sfida del prossimo periodo sarà quella di gestire la fase di assestamento necessaria per rendere la macchina comunale della Nuova Pescara pienamente operativa ed efficace.
«Il processo non è fermabile», ha concluso Lorenzo Sospiri, sottolineando come l'unione sia un passo indispensabile per la crescita del capoluogo adriatico e dell'intera regione, pur nel totale rispetto delle singole realtà municipali che comporranno il mosaico della nuova grande città.