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"Non si può morire per un dollaro", la rivoluzione di Amadeo Peter Giannini

La mostra è itinerante: dopo Pescara, sarà esposta a Chieti, L'Aquila e Teramo. L'esposizione è a cura di Francesco Cassese, Marco Castellaneta, Martino Marzegalli, Paolo Nardi e Simone Selva

"Non si può morire per un dollaro", la rivoluzione di Amadeo Peter Giannini
di Redazione Pescara
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PESCARA. “Non si può morire per un dollaro” è la frase di un bambino di sei anni che vede morire il papà per un diverbio seguito a una paga non versata. Quel bambino si chiamava Amadeo Peter Giannini, figlio di immigrati italiani negli Stati Uniti che diventò il fondatore della Bank of America, per decenni il più potente istituto bancario del pianeta. Quel trauma infantile segnerà tutta la sua vita futura di imprenditore illuminato, il primo a concepire la banca come un bene di largo consumo, un servizio per tutti, e non soltanto per ricchi.

E, in un momento come quello attuale in cui sembra che le dinamiche economiche fondate sul profitto stiano dominando il mondo, il Csv Abruzzo Ets (Centro di servizio per il volontariato) ha ritenuto opportuno proporre la mostra “Non si può morire per un dollaro”, ai giovani innanzitutto ma alla cittadinanza abruzzese tutta, l’esempio di una persona di infinita correttezza che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia. Giannini era solito dire: “Portate i vostri piccoli risparmi e vi faccio prestiti anche a partire da 25 dollari. Come garanzia guardo i calli sulle mani”.

La mostra itinerante

La mostra, a cura di Francesco Cassese, Marco Castellaneta, Martino Marzegalli, Paolo Nardi e Simone Selva è stata esposta, l’estate scorsa, al Meeting di Rimini, con la preziosa collaborazione del Centro Studi Amadeo Peter Giannini e degli studenti delle università Bocconi e Cattolica del Sacro Cuore.

Tra gli innumerevoli successi di Amadeo Peter Giannini (1870-1949) ci furono la costruzione del Golden Gate bridge di San Francisco, il finanziamento del Piano Marshall (che permise al nostro Paese di risorgere dalle macerie della Seconda Guerra mondiale), dei primi film di Walt Disney, di Charlie Chaplin, di Frank Capra. Ma era anche lo stesso uomo che, dopo il terribile terremoto di San Francisco del 1906, aiutò la grande città californiana a risollevarsi. Aiutando, in particolare, le persone umili, i poveri a cui nessuno concedeva credito.

L’obiettivo della mostra è lasciare ai visitatori un messaggio di ispirazione sul ruolo attivo che ogni persona può avere nell’economia e nella società e provocare domande che spesso si ritengono scontate o poco importanti.

L’esposizione, nell’ambito del progetto “Scuola e Volontariato”, è allestita dal Centro Servizi per il Volontariato Abruzzo Ets tra marzo e aprile nelle quattro province.

Le date della mostra

Oggi, venerdì 13 marzo, la presentazione a Pescara nella Maison des Arts | Fondazione Pescarabruzzo, in corso Umberto I, 87, che ospiterà l’esposizione fino al 22 marzo, a cui hanno partecipato il presidente della Fondazione Pescarabruzzo, Nicola Mattoscio; il presidente del Csv Abruzzo Ets, Casto Di Bonaventura; le curatrici della mostra Giuditta Frigeni e Michela Cattaneo, dell’università Cattolica di Milano; e per il Csv Lorenzo Di Flamminio, coordinatore della delegazione territoriale di Pescara; Giulia Pica, Scuola e Volontariato.

Dopo Pescara, dal 25 marzo al primo aprile, a Chieti, ex Pescheria, via Arniense, 168, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; L’Aquila, 11 – 17 aprile, Palazzetto dei Nobili, piazza Santa Margherita, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (domenica 12 chiusa il pomeriggio); Teramo, 22-29 aprile, Sala Espositiva comunale, via Nicola Palma, 16, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.