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di Luca Di Renzo

PESCARA. Il Tribunale di Pescara ha condannato a tre anni di reclusione per omicidio stradale l'automobilista 42enne che il 3 dicembre 2024 ha travolto la quindicenne Sofia Di Dalmazi, deceduta una settimana dopo, il 10 dicembre 2024, nel nosocomio a seguito delle gravissime lesioni riportate nell'incidente avvenuto all'uscita da scuola a Teramo e il successivo ricovero d'urgenza all'Ospedale di Pescara.
La sentenza è stata emessa nella mattinata di oggi, 21 maggio, al termine di un processo celebrato con la formula del rito abbreviato.
L'incidente e il decesso
La tragedia si era consumata nei primi giorni di dicembre del 2024. La giovane Sofia Di Dalmazi, studentessa modello di appena 15 anni, stava per fare rientro a casa dopo una mattinata di lezioni quando, all'uscita dal plesso scolastico, è stata travolta da un'autovettura.
L'impatto, estremamente violento, ha proiettato la giovane sull'asfalto, causandole traumi multipli e gravissimi. Fin da subito le condizioni della ragazza sono apparse disperate ai soccorritori del 118, giunti immediatamente sul posto.
Dopo un primo trasporto e una disperata corsa contro il tempo, la giovane è stata trasferita d'urgenza nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale di Pescara. Lì, un'équipe medica multidisciplinare ha tentato per sette lunghi giorni di strapparla alla morte. Nonostante i molteplici interventi e gli sforzi profusi dai sanitari, il quadro clinico della giovane è progressivamente precipitato fino al tragico epilogo, avvenuto il 10 dicembre dello stesso anno, gettando nello sconforto l'intera comunità locale e i compagni di scuola.
Il processo con rito abbreviato e la sentenza
L'inchiesta giudiziaria aperta subito dopo il sinistro ha portato alla sbarra il conducente del veicolo investitore, accusato formalmente di omicidio stradale. La difesa dell'imputato ha avanzato formale richiesta di accesso al rito abbreviato, una formula procedurale che, a fronte dello stato degli atti, consente di beneficiare dello sconto di un terzo della pena prevista dall'ordinamento giuridico.
Nel corso delle udienze dibattimentali, l'accusa ha minuziosamente ricostruito la dinamica stradale, evidenziando le gravi responsabilità dell'automobilista in termini di velocità e distrazione nei pressi di un istituto scolastico frequantato da minorenni. Il Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale pescarese, accogliendo l'impianto probatorio presentato dalla Procura, ha pronunciato la sentenza di condanna a tre anni di reclusione, disponendo contestualmente le sanzioni accessorie previste dal Codice della Strada, tra cui la revoca della patente di guida.
Le reazioni dei familiari e la vicinanza della comunità
La lettura del verdetto ha suscitato profonda commozione tra i parenti della vittima presenti in aula. Pur consapevoli che nessuna sentenza penale potrà mai colmare il vuoto incolmabile lasciato dalla perdita di Sofia Di Dalmazi, i familiari hanno espresso, per mezzo dei propri legali, un parziale senso di giustizia per l'accertamento definitivo delle responsabilità oggettive del tragico sinistro.
La tragica fine della giovane studentessa mantiene ancora accesi i fari sul delicatissimo tema della sicurezza stradale, in particolare a ridosso degli spazi scolastici delle città abruzzesi, laddove la tutela dei pedoni più giovani deve configurarsi come priorità assoluta per l'intera collettività.