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Il caso

Figli portati in casa famiglia, la madre denuncia: «Da mesi senza contatti». Il caso di Valeria nel Pescarese - Video

L’avvocato Pellegrino contesta provvedimenti, relazioni dei servizi sociali e modalità dell’allontanamento

Figli portati in casa famiglia, la madre denuncia: «Da mesi senza contatti». Il caso di Valeria nel Pescarese - Video
di Redazione Pescara
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ROSCIANO. È una vicenda complessa quella che riguarda Valeria De Luca, residente a Rosciano e madre di due minori di 13 e 10 anni oggi collocati in una casa famiglia nel Teramano nell’ambito di un procedimento aperto davanti al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. Il primo provvedimento, datato 20 novembre 2024, ha disposto l’allontanamento dall’ambiente familiare ritenendo che la conflittualità tra i genitori potesse esporre i figli a un pregiudizio psicofisico, misura poi confermata anche nei decreti successivi fino al marzo 2025.

La posizione della difesa e le contestazioni

A ricostruire la vicenda è l’avvocato Raffaele Pellegrino, che parla di una scelta «sproporzionata», sostenendo che il conflitto fosse solo verbale e che normalmente si valuta l’allontanamento di uno dei genitori e non dei minori. Secondo la difesa, alcune relazioni dei servizi sociali avrebbero inciso sulla sospensione della responsabilità genitoriale e sull’esito della consulenza tecnica d’ufficio che ha ritenuto entrambi i genitori non idonei, confermando la permanenza dei bambini in struttura e limitando i contatti con la madre.

Il prelievo dei bambini e gli esposti presentati

Tra i passaggi più delicati indicati negli atti e nelle diffide depositate dal legale c’è il prelievo dei minori avvenuto il 19 settembre 2025, descritto dalla difesa come particolarmente teso. La madre, attraverso una denuncia e un video diffuso con il fratello e l’avvocato, sostiene di essere stata immobilizzata durante l’operazione, circostanza su cui sono state presentate segnalazioni anche al Consiglio Superiore della Magistratura.

I contatti autorizzati ma non ancora avviati

Secondo la ricostruzione difensiva, dal giorno dell’allontanamento non ci sarebbero stati contatti diretti tra la madre e i figli. Solo il 5 febbraio 2026 il Tribunale avrebbe autorizzato un collegamento video settimanale e un incontro in presenza, che però – afferma l’avvocato – non si sarebbero ancora concretizzati nonostante le richieste ai servizi sociali.

La vicenda ancora al vaglio degli organi competenti

Il caso resta ora all’attenzione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila e degli altri organismi coinvolti. La difesa chiede verifiche sulla gestione del procedimento e sulla piena esecuzione delle decisioni giudiziarie relative ai contatti tra madre e figli, annunciando ulteriori iniziative per fare luce sull’intera vicenda.