Sanità
Elisoccorso 118, Ugl salute Abruzzo in V commissione
di Redazione cronaca

Migliaia di agricoltori della Coldiretti Abruzzo, hanno dato vita questa mattina, 10 giugno, a una protesta davanti alla sede della Prefettura di Pescara, per denunciare le insostenibili speculazioni economiche sui prezzi di grano e olio d'oliva, che stanno mettendo in ginocchio le aziende agricole locali a beneficio - sostengono - della grande distribuzione e delle importazioni incontrollate.
La crisi dei prezzi
La mobilitazione, che ha visto la partecipazione di delegazioni provenienti da tutte le province della regione, nasce da una situazione drammatica. I prezzi corrisposti agli agricoltori per il grano duro e per l' olio extravergine d'oliva sono crollati al di sotto dei costi minimi di produzione. Al contrario, sugli scaffali dei supermercati i consumatori continuano a pagare cifre esorbitanti. Coldiretti denuncia un divario ingiustificato che penalizza l'anello più debole della filiera e favorisce i grandi intermediari, continuano ancora dall'associazione di categoria.
Le richieste degli agricoltori
Una delegazione guidata dai vertici regionali dell'organizzazione è stata ricevuta dal Prefetto di Pescara per consegnare un documento contenente le rivendicazioni del comparto. Tra le richieste urgenti figurano l'attivazione immediata del registro telematico dei cereali, controlli serrati sulle importazioni da paesi terzi che non rispettano gli standard sanitari europei e l'applicazione rigorosa della legge contro le pratiche commerciali sleali.
Coldiretti Abruzzo
"Non possiamo più tollerare che il lavoro dei nostri produttori venga svalutato in questo modo", ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Abruzzo. "Mentre i costi del carburante, dei concimi e dell'energia restano altissimi, il valore riconosciuto a materie prime d'eccellenza come l'olio e il grano abruzzese è ridicolo. Questa speculazione uccide l'agricoltura del nostro territorio e minaccia la sovranità alimentare del Paese. Chiediamo tutele immediate e trasparenza per i produttori e per i cittadini consumatori".
Conclusioni e prospettive
Il presidio davanti alla Prefettura rappresenta solo la prima tappa di una mobilitazione che potrebbe estendersi a livello nazionale se non arriveranno risposte concrete da parte del Governo.