Il comando
Carabinieri: il capitano D’Antonio nuovo comandante della Compagnia di Popoli
di Paolo Renzetti

Confesercenti Abruzzo scende in campo per la proposta di legge ed iniziativa popolare sulle ZESPRO, le zone economiche speciali di prossimità, pensate per rendere di nuovo conveniente investire nei centri storici e nelle città. L'associazione ha organizzato banchetti per la raccolta firme nel tentativo di dare una risposta concreta alla crisi del commercio di prossimità.
«Con 50.000 firme chiederemo al governo con forza di sostenere le piccole imprese che stanno scomparendo, specialmente nelle aree più depresse – dice Davide Ardente presidente di Confesercenti Pescara - In Italia ci sono circa 4 milioni e mezzo di abitanti che abitano in zone dove non c'è nessuna attività commerciale. Un italiano su otto abita in zone dove non c'è nessun presidio di attività commerciale».
Commercio in Abruzzo, perse oltre 3.000 imprese dal 2019
Una mobilitazione che arriva mentre i dati fotografano una desertificazione commerciale sempre più marcata: tra il 2019 e il 2025 l'Abruzzo ha perso 3.010 imprese del commercio al dettaglio, meno 14,9 per cento contro il meno 13,4 per cento a livello nazionale, con un crollo del 19,1 per cento tra i titolari d'impresa.
Pescara è il capoluogo più colpito dalla crisi
A pagare il conto più salato sono i capoluoghi, con Pescara in testa: meno 477 imprese e meno 746 addetti.
«Questa petizione servirà anche probabilmente un giorno per le grandi aree laddove il Governo deve sostenere con dei fondi sartoriali fatti appositamente le piccole attività che oggi soffrono di mancanza di personale, mancanza di formazione, di costi degli affitti, di costi delle tasse, costi energetici che sappiamo oggi sono crescendo giorno per giorno», prosegue Ardente.
ZESPRO, agevolazioni fiscali per rilanciare i centri storici
Per Confesercenti le ZESPRO rappresentano lo strumento per invertire la rotta: agevolazioni fiscali e normative mirate a rilanciare l'attrattività dei centri storici, contrastando sia la desertificazione commerciale sia lo spostamento dei consumi verso i grandi marketplace online che a livello nazionale ha sottratto circa 16,7 miliardi di euro all'economia dei territori.
Piccole imprese contro i giganti del commercio online
«E' fattibile? Secondo noi sì, l'abbiamo anche detto come fare. Se leggete il testo del presidente nazionale ha detto che praticamente le piccole e medie imprese italiane cubano circa 8 miliardi di tasse in Italia, i giganti e le web ne cubano solamente 420 milioni quindi c'è molto terreno per recuperare su questo lato», chiude Ardente.