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Le ricerche

Sorelline scomparse a Civitella Alfedena: si tenta di decifrare i biglietti in codice

Oltre i filmati al vaglio, in corso accertamenti sui telefoni cellulari degli ospiti della struttura per verificare eventuali contatti o comunicazioni utili

Sorelline scomparse a Civitella Alfedena: si tenta di decifrare i biglietti in codice
di Luca Di Renzo
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L'AQUILA. Proseguono senza sosta le ricerche di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia Ofh Hope di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila.

Le indagini

Gli inquirenti stanno analizzando con attenzione diversi elementi emersi nelle ultime ore. Sono al vaglio i filmati di videosorveglianza. Le immagini avrebbero ripreso il passaggio di circa 300 veicoli nella zona durante la notte della scomparsa; si cerca un'auto sospetta che potrebbe aver agevolato l'allontanamento; i biglietti in codice trovati nella stanza occupata dalle sorelle che attualmente sono oggetto di decifrazione e che potrebbero nascondere riferimenti a luoghi o appuntamenti. Sono in corso accertamenti sui telefoni cellulari degli ospiti della struttura per verificare eventuali contatti o comunicazioni utili a delineare i movimenti delle ragazze.

Le attività investigative, coordinate dalla Prefettura e condotte dai Carabinieri, si concentrano attualmente sulla ricostruzione della dinamica della scomparsa. Le due giovani si sarebbero allontanate dalla comunità tra le 2 e le 6 del mattino, uscendo attraverso una finestra laterale. Le autorità stanno setacciando il territorio dell'Alto Sangro e le sponde del lago di Barrea, avvalendosi di droni, unità cinofile e sommozzatori dei Vigili del Fuoco, al momento senza esiti significativi.

Gli appelli del padre

A oltre una settimana dall'allontanamento, la Procura di Sulmona, guidata dal pubblico ministero Stefano Iafolla, ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e ha iscritto nel registro degli indagati i responsabili della struttura con l'ipotesi di reato di abbandono di minore.

Il padre delle minori, Stefano Di Giacinto, supportato dall'associazione Penelope Abruzzo, ha lanciato ripetuti appelli affinché venga fatta piena luce sulla vicenda, sollevando interrogativi sulla sicurezza della struttura e sulla gestione dei turni di sorveglianza.

Anche la difesa della madre ha chiesto un accertamento rigoroso sulle dinamiche interne alla casa famiglia. La pista principale, che sta prendendo sempre più corpo, è quella di una fuga pianificata con il possibile supporto di un complice esterno, sebbene gli investigatori mantengano il massimo riserbo e non escludano alcuno scenario.