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Il caso

Scomparsa di Sarah e Alisya: il dramma di mamma Valentina tra speranza e disperazione

Da due settimane non si hanno più notizie delle due ragazze allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena

Scomparsa di Sarah e Alisya: il dramma di mamma Valentina tra speranza e disperazione
di Luca Di Renzo
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L'AQUILA. Da due settimane Valentina, madre di Sarah e Alisya, vive nell'angoscia a causa della scomparsa delle figlie dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. L'ipotesi del tragico epilogo si fa strada nel cuore della donna a causa dell'assenza prolungata di contatti.

Il dramma che sta colpendo la famiglia di Valentina si fa ogni giorno più intenso. A quattordici giorni dall'ultimo contatto, la madre teme il peggio. Secondo il suo legale, l'avvocato Enrico Mastantuono, la donna nutre ormai il forte timore che le due giovani, Sarah e Alisya, non siano più in vita, ritenendo impossibile una lontananza così prolungata senza aver cercato un contatto.

Un silenzio che pesa come una verità

L'avvocato della donna descrive la situazione come un momento di indicibile dolore. Il legale sottolinea che il silenzio di Valentina rappresenta una "verità" profonda, lontano da dinamiche mediatiche o appariscenti. La madre sostiene di conoscere bene le criticità e le dinamiche che avrebbero portato a questa drammatica situazione, rifiutando categoricamente il ruolo di chi cerca visibilità.

La speranza legata al ritrovamento

Nonostante i timori della madre, il legale Enrico Mastantuono esprime un cauto ottimismo, basato sul fatto che, ad oggi, non siano stati rinvenuti corpi. Un elemento di speranza resta il fatto che, al momento della scomparsa, le due ragazze avrebbero portato con sé i propri trucchi ed effetti personali. Tuttavia, il cuore della madre resta diviso tra la necessità di credere in un lieto fine e la cruda realtà quotidiana.

Il ruolo del compagno Vincenzo

In questa vicenda viene coinvolto anche il compagno della donna, Vincenzo, originario di Torre del Greco. La coppia, attualmente a Minturno, sta affrontando un calvario legale e personale. Il legale ha precisato che anche lui è da considerarsi una vittima della vicenda e che si costituirà parte civile, confermando che l'uomo aveva accompagnato la donna durante l'ultima visita alle figlie lo scorso 17 maggio.