Fa discutere
L'Aquila, Vita Indipendente negata a un ragazzo autistico: «Escluso per patologia»
di Redazione L'Aquila

AVEZZANO. Il Premio Avezzano? Un’occasione per ricordare il passato culturale di questa città. Non fu solo una mostra permanente di pitture ma anche l’occasione per trovare luoghi per discutere della storia passata e presente. Dopo una lunga sospensione durata oltre vent’anni, il Premio Avezzano torna nel 2026 con la sua 27ma edizione, riaprendo un capitolo importante della storia dell’arte contemporanea italiana e restituendo alla città marsicana una manifestazione che, sin dalla sua nascita nel 1949, ha rappresentato un punto di riferimento per la ricerca visiva nel Centro-Sud Italia.
Vi parteciparono a vario titolo quali organizzatori il dottor Gianni Letta avezzanese e sottosegretario di Stato, il segretario generale del Comune di Avezzano Enrico Veri, Alberto Morgante l’avvocato Sergio Cataldi sindaco della città, il medico Remo Palladini che scrisse vari articoli sul Messaggero, Franco De Nicola, il professor Renzo Vigna (solo per citare qualcuno a mo' di ricordo) che quotidianamente animarono anche il CIC, Centro iniziative culturali sito in via Nazario Sauro.
La stessa Amministrazione comunale di Avezzano ne ricorda il profili: «nato come rassegna dedicata alle migliori espressioni della pittura e della scultura, il Premio Avezzano ha attraversato il secondo Novecento accompagnando alcune delle stagioni più significative della sperimentazione artistica italiana. Nel corso dei decenni ha ospitato autori di rilievo nazionale e internazionale, tra cui Mario Schifano, Luigi Veronesi, Getulio Alviani, Pino Pascali e Mauro Reggiani, contribuendo a consolidare il ruolo di Avezzano nel dibattito sulle neoavanguardie e sui linguaggi della contemporaneità. Nel tempo, il Premio non è stato soltanto un luogo di esposizione e confronto, ma anche un dispositivo culturale capace di generare patrimonio: una parte significativa delle opere raccolte nelle diverse edizioni è infatti confluita nella Pinacoteca Civica di Arte Moderna di Avezzano, oggi al centro di un rinnovato progetto di valorizzazione».
La nuova edizione, ospitata al Castello Orsini-Colonna di Avezzano, si inaugura domenica 26 aprile alle 11,30 e segna dunque non solo il ritorno di una storica manifestazione, ma anche l’avvio di una più ampia riflessione sul ruolo della città, delle sue istituzioni e dei suoi luoghi storici nella promozione dell’arte contemporanea.
L’edizione è curata dallo storico e critico d’arte Massimo Bignardi. L’edizione 2026 si articola in tre sezioni principali, pensate per restituire la complessità del dialogo tra modernità storica e pratiche contemporanee. La prima, “Espressioni della Pittura Italiana”, riunisce le opere di quindici artisti appartenenti a generazioni diverse, dai nomi consolidati ai più giovani under 45. La seconda sezione, “Segni incisi del Novecento”, propone una selezione di opere grafiche firmate da alcuni grandi maestri del XX secolo, tra cui Arp, Braque, Burri, Picasso, Miró e Magritte. Completa il percorso la sezione monografica “Omaggio a Claudio Verna”, dedicata a uno dei più autorevoli protagonisti della pittura astratta italiana. Si riparla del Premio «valorizzando la Pinacoteca e restituendo centralità a un luogo simbolico come il Castello OrsiniColonna.