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Il caso

Marsica, fiume Liri: da una parte canottaggio e turisti, dall'altra pescasportivi infuriati

Due documenti abbastanza contraddittori da Ceprano e da Civitella Roveto

Canottaggio al fiume Liri
Canottaggio al fiume Liri
di Pino Veri
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AVEZZANO. Due documenti abbastanza contraddittori (ma assolutamente ambedue validi per la tutela delle acque in Marsica) arrivano ad Abruzzo Daily da Ceprano (Frosinone) e da Civitella Roveto (Comune). Protagonista il fiume Liri che si origina in Marsica (Valle Nerfa) e finisce nel Tirreno dove assume il nome di Garigliano.

Da Ceprano

Da Ceprano se ne esalta la disposizione ad ospitare gare di canottaggio da Civitella la protesta dei Pescasportivi. Il Liri, insomma potrebbe essere veicolo di grandi ricchezze dal punto di vista turistico. Ma chi ci pensa? Chi provvede?

I fatti: «Dopo il grande successo dello scorso anno, torna uno degli appuntamenti più attesi dell’estate cepranese! Sabato 22 e domenica 23 agosto il fiume Liri sarà nuovamente protagonista con due giornate dedicate alle canoe, curate dall’associazione “Canoe Club San Giorgio a Liri”. La partecipazione è completamente gratuita e non è necessaria alcuna prenotazione! L’iniziativa si svolgerà nell’area riqualificata sulle sponde del fiume, resa sempre più accogliente grazie all’impegno dei volontari del progetto “Manteniamo pulita la nostra città”: uno spazio restituito alla comunità, allo sport e alla socialità» scrivono da Ceprano.

Da Civitella Roveto

E invece da Civitella Roveto: «L’Amministrazione comunale, la A.S.D.Pescatori "Monte Viglio" , da anni impegnata nella tutela dell’ecosistema e nella salvaguardia del fiume Liri, e tutta la cittadinanza di Civitella Roveto esprimono forte preoccupazione e profonda indignazione per le condizioni in cui versa, da giorni, il fiume Liri nel nostro territorio». Il tutto tra l’altro dopo il nubifragio di ieri nella Marsica. «Le acque risultano sporche e caratterizzate da un odore terribile e persistente, una situazione che non può essere ignorata. Quanto documentato nei giorni scorsi, con la moria di centinaia di trote nel tratto a valle dell’Emissario Claudio-Torlonia, rappresenta un episodio gravissimo e un evidente campanello d’allarme per l’intero ecosistema del fiume. Non possiamo permettere che un simile episodio venga considerato un fatto isolato o, peggio, che si finisca per abituarsi a condizioni che non sono accettabili. Nel 2026 non è più pensabile parlare di sviluppo, valorizzazione turistica e futuro del territorio senza investire concretamente nella tutela dei suoi panorami, delle sue bellezze naturalistiche e del suo patrimonio ambientale. La Valle Roveto possiede risorse paesaggistiche straordinarie e il fiume Liri ne rappresenta uno degli elementi più importanti. Il Liri, che attraversa per centinaia di chilometri territori, comunità ed ecosistemi, non può essere trasformato in una fogna a cielo aperto. Un fiume non è un semplice corso d’acqua: è vita, biodiversità, paesaggio, agricoltura, turismo e patrimonio comune. La sua salute incide direttamente sulla qualità ambientale di un territorio molto più vasto dei singoli comuni che attraversa. Per questo motivo sono state immediatamente avvertite le autorità competenti, anche a livello regionale, affinché vengano effettuati tutti gli accertamenti necessari, attraverso campionamenti e analisi delle acque, per individuare con precisione l’origine dell’inquinamento e accertare eventuali responsabilità. Chiediamo che alle parole seguano fatti concreti: controlli costanti, monitoraggi efficaci, interventi tempestivi e una strategia seria e strutturale per la tutela del fiume e dell’intero ecosistema della Valle Roveto. Il Liri è un patrimonio naturale che appartiene a tutti e che abbiamo il dovere di consegnare integro alle future generazioni. Non possiamo accettare che un bene così prezioso venga abbandonato al degrado e all’inquinamento. La salute del nostro fiume, la bellezza della nostra Valle e il futuro del nostro territorio non possono più essere messi a rischio»