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L'Aquila, il nuovo corso di Aura: ecco Metal Master, sodalizio tra il colosso Stemin e il Gruppo aquilano Circi

Il patron Foglieni: «Abbiamo un piano industriale teso a fare di questo sito un riferimento di livello italiano ed europeo

L'Aquila, il nuovo corso di Aura: ecco Metal Master, sodalizio tra il colosso Stemin e il Gruppo aquilano Circi
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Partito ufficialmente il nuovo corso di Aura, la società con sede nel Tecnopolo d’Abruzzo, all’Aquila, specializzata nel recupero di materiali ferrosi in crisi da anni: dopo il salvataggio a seguito della procedura del Tribunale dell'Aquila che ha assegnato la proprietà al colosso del settore Stemin Spa, del Gruppo Fecs, è stato costituito il sodalizio chiamato a gestire la nuova vita con la prossima, decisiva, fase della liquidazione dei creditori e poi del rilancio produttivo ed occupazionale.

Cambia il nome

Il nuovo soggetto si chiama “Metal Master”, controllata come pacchetto di maggioranza da Stemin Spa, colosso nazionale ed europeo nel settore del recupero, trattamento e produzione di alluminio e di materiali metallici, e in quella di minoranza dal gruppo Circi dell'Aquila, come player locale abruzzese. Il capitale sociale è di 100mila euro interamente versati all’atto della costituzione.

L'offerta vincolante che ha convinto il giudice Maura Manzi ad assegnare la azienda in crisi alla nuova proprietà, con l'ordinanza arrivata lo scorso 2 luglio, è stata di 4 milioni di euro.

«Il trasferimento in oggetto - si legge nella motivazione dell'ordinanza di Manzi - avviene a fronte di un corrispettivo congruo e la cessione consente la continuità dell’azienda, in via indiretta, preservandone valore, rapporti di lavoro, rapporti contrattuali e consente anche il realizzo di una base economica che renda la Società più credibile nelle trattative con i suoi creditori».

Il primo obiettivo

Come primissima operazione c'è proprio la ricerca della intesa con i creditori e il piano di riassorbimento del personale, in origine una cinquantina di persone.

In tal senso, ci sono già stati più incontri preliminari con i sindacati dai quali è emersa una volontà reciproca di trovare una giusta soluzione ma uno dei nodi da scogliere nel novero dei creditori è con il Tecnopolo d'Abruzzo all'Aquila, l'incubatore di impresa dove insiste lo stabilimento produttivo: questa vicenda viene percepita come un elemento ostativo al definitivo rilancio della ormai ex Aura.

«Abbiamo un piano industriale ambizioso alimentato già da competenze e strategie concrete che mirano a fare dell'Aquila un sito produttivo di riferimento nazionale ed internazionale - spiega il patron della Stemin, Olivo Foglieni -. Non è stato facile vincere questa prima sfida con la acquisizione al termine della procedura. Ora comincia la seconda fase, quella delle azioni concrete per il rilancio, sia produttivo sia occupazionale. Siamo molto motivati a risolvere ogni tipo di problematica ma in questo percorso chiamiamo a raccolta il territorio e le istituzioni».

Ed ecco che il patron Foglieni entra maggiormente in argomento: «Noi non siamo soliti chiedere scorciatoie, commesse pubbliche o aiuti, abbiamo il nostro programma pluriennale che prevede un ruolino di marcia ben preciso. Con delle tempistiche precise. Chiediamo dunque alle istituzioni di starci vicini nella contrazione dei tempi e nello snellimento dei percorsi amministrativi, perché la nostra sfida si gioca anche sul rispetto delle varie scadenze. Da tutto ciò dipende la nostra permanenza e le nostre motivazioni ad ottemperare alle ultime disposizioni, non proprio semplicissime e poco impegnative previste nell'accordo con il Tribunale dell'Aquila, ma anche improntati alla fiducia l'imprenditore lombardo, a capo di un gruppo leader del settore in Italia ed in Europa».