La protesta
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di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. «Mi dispiace, ma Topolino è finito. Ci hanno inviato 80 copie e dalle 11 di questa mattina (30 settembre) erano state tutte vendite». È la risposta di tutte 11 edicole dell'Aquila alla richiesta di avere il fumetto Topolino, numero 3697.
Si può dire che è andato a "ruba" il Topolino che da oggi (30 settembre) è, anzi meglio dire era, in edicola.
Tutti gli aquilani hanno voluto acquistare una copia, visto che si è dato spazio a una storia in dialetto aquilano. E così la parola gulp diventa Ngulp, Gambadilegno si trasforma in Cossadelegnu, tablet in tablette, nonché spazio alle paroe Jemo all'appèe (andiamo a piedi, per chi non è aquilano).
La storia è "Topolino e l'intralcio (in)volontario", è stata scritta da Marco Boschi e disegnata da Luca Usai ed è stata curata da Antonio Fruci.
Quest'ultimo è tra gli ideatori di 'L'A', progetto nato nel 2009 da una maglietta e cresciuto insieme a Stefania Gigante.
Il nome richiama l'articolo e l'apostrofo della città: un modo per raccontare L'Aquila attraverso il dialetto, le abitudini e i luoghi, giocando con l'idea di farne una metropoli. Da quel primo disegno sono arrivati oggetti, pubblicazioni ed eventi. Al dialetto è dedicato anche il volume 'I love Ju', che ne presenta alcune regole con esempi e illustrazioni.
Nella lettura del fumetto si incontra anche nei dialoghi È béjju èsse utili! (È bello essere utili) o Eccoci, semo arriati! (Siamo arrivati).
Fruci ha lavorato anche sulla grafia, usando accenti e altri segni dove servono a evitare equivoci. Per un personaggio ha inoltre cercato una parlata comprensibile in un'area più ampia dell'Abruzzo, con l'aiuto dello scrittore Gino Bucci.
Questo nuovo numero è stato acquistato dalle prime ore anche nei supermercati che vendono i giornali.
«Numerosi aquilani ci hanno chiesto se potevamo chiedere al distributore di poter avere una copia anche pagando qualcosa in più e speriamo che potremmo esaudire questa richiesta».
Diversi aquilani dichiarano: «Oltre a leggere degli ottimi fumetti di Topolino, questa copia è importante e rimarrà quasi storica, visto che difficilmente ci sarà un'altra storia con il dialetto aquilano. Inoltre è anche un modo di far conoscere la nostra città che è molto bella».
Anche il sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi, non ha resistito all'acquisto di Topolino, ed è stato tra i fortunati all'Aquila a poterlo acquistare. «Oh quatrà… (O ragazzi)… pure Topolino parla aquilano! - ha scritto su instagramm -. Il nostro dialetto arriva tra le pagine di uno dei fumetti più amati di sempre e porta con sé un pezzetto dell’Aquila. Grazie a Jacopo Iovannitti, che da anni collabora con la redazione di Topolino e ha fortemente voluto la nostra città nell’”Operazione Dialetti”, e ad Antonio Fruci, che ha curato l’adattamento della storia nel nostro dialetto. D’altronde, nell’anno della Capitale italiana della Cultura, potevamo forse non farci conoscere anche a Paperopoli? Da oggi, lo trovate in edicola».