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L'Aquila, “Donne, Musica e Storie”: l’Orchestra da camera “Fedele Fenaroli”

Sabato 24 gennaio al Ridotto del Teatro comunale, un concerto che propone un itinerario che attraversa il Romanticismo, primo Novecento e contemporaneità

Andrea Tenaglia
Andrea Tenaglia
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Un appuntamento di particolare rilievo caratterizza la 51ª Stagione dei Concerti con “Donne, Musica e Storie”, in programma oggi sabato 24 gennaio alle ore 18 al Ridotto del Teatro Comunale “Vittorio Antonellini” dell’Aquila.

Lo spettacolo

Protagonisti della serata saranno l’Orchestra da Camera “Fedele Fenaroli”, Andrea Tenaglia all’oboe e Nicola Gaeta sul podio e il soprano Licia Caprara.

Il programma musicale propone un itinerario che attraversa Romanticismo, primo Novecento e contemporaneità, accostando il Siegfried Idyll di Richard Wagner, le Romanze op. 94 di Robert Schumann, D’un matin de Printemps di Lili Boulanger, Eisblumen (Fiori di ghiaccio) di Andreina Costantini e la Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel.

Si articola così un percorso storico e stilistico che attraversa oltre mezzo secolo di musica europea, mettendo in luce la presenza femminile non solo come figura ispiratrice, ma come autentico motore creativo e protagonista della scrittura musicale.

Dall’Ottocento romantico al primo Novecento, le donne emergono in ruoli diversi ma complementari: muse e dedicatarie, interpreti privilegiate e, progressivamente, compositrici capaci di affermare una voce autonoma all’interno di linguaggi musicali in profonda trasformazione.

l Siegfried Idyll di Wagner apre la serata con una pagina intima e lirica, composta come dono privato per Cosima, in cui la scrittura orchestrale si allontana dalla monumentalità teatrale per assumere un carattere cameristico.

Le Romanze op. 94 di Schumann, scritte per Clara, appartengono a una dimensione raccolta e cantabile del Romanticismo, rivelando una scrittura delicata e fortemente espressiva. Si entra nel primo Novecento con D’un matin de Printemps di Lili Boulanger: un brano luminoso e fluido, in cui il colore orchestrale diventa elemento centrale del linguaggio musicale.