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di Redazione L'Aquila

L’AQUILA. Un viaggio straordinario lungo i binari dimenticati dell'alta Valle dell'Aterno. È la cicloturistica in programma sabato, 29 agosto, che ripercorre il tracciato della storica ferrovia L'Aquila-Capitignano, inaugurata nel 1920 e abbandonata nel 1935.
Partendo dal cuore del capoluogo, il percorso di circa 40 chilometri attraversa paesaggi montani mozzafiato, borghi autentici e testimonianze di un'infrastruttura che avrebbe dovuto connettere l'Appennino al mare Adriatico. Una pedalata tra storia, natura e sapori dell'Abruzzo più autentico.
La partenza è dal castello cinquecentesco, scelta non casuale: la fortezza spagnola, cuore simbolico della città, rappresenta il legame tra passato e futuro, tra resilienza e rinascita — gli stessi valori che animano questa cicloturistica.
Strutturata per essere accessibile, ricca di soste culturali e gastronomiche, con partenza mattutina e ritorno nel pomeriggio, la cicloturistica – a cui è possibile partecipare in E-bike, Mtb o Gravel – prevede un percorso urbano iniziale che permette di ammirare i luoghi simbolo dell’Aquila prima di imboccare il tracciato ferroviario storico e fare tappa a Barete, con visita al mulino e degustazione di prodotti tipici, e Montereale con visita all’ex stazione. L’arrivo è a Capitignano proprio nella ex stazione, storico capolinea.
La cicloturistica, organizzata dal CsaIn Abruzzo e inserita nel programma della Perdonanza Celestiniana, prevede la partenza alle ore 10, un costo di iscrizione di 30 euro (20 fino al 26 agosto) e include pacco gara, pranzo all’arrivo, possibilità di doccia, trasporto per il ritorno all’Aquila.
La ferrovia L'Aquila–Capitignano fu una linea a binario unico e scartamento ordinario che attraversava l'intera Alta Valle dell'Aterno per circa 40 chilometri. Nata nell'ambito di un progetto molto più ambizioso — collegare L'Aquila alla costa adriatica passando per Teramo — rappresentò uno dei più importanti interventi infrastrutturali dell'entroterra abruzzese del primo Novecento.
La linea fu inaugurata in due fasi: il tratto L'Aquila-Pizzoli il 22 agosto 1920, e il completamento fino a Capitignano il 27 febbraio 1922. Le locomotive a vapore, alimentate con la torba di Campotosto, portavano nomi evocativi: "Aquila", "Capitignano", "Pizzoli" e "Montereale". I tempi di percorrenza erano elevati — circa 70 minuti per 30 chilometri — ma il traffico merci ebbe inizialmente una certa importanza. Il mancato prolungamento verso Teramo condannò la linea all'isolamento. Il traffico passeggeri fu sospeso nel 1933; il servizio merci cessò nel 1935. Durante la Seconda guerra mondiale alcuni tratti furono usati occasionalmente dalle truppe tedesche, poi l'infrastruttura fu progressivamente smantellata. Oggi rimangono fabbricati viaggiatori, rilevati e piazzali — testimonianze silenziose di un grande progetto incompiuto.