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L'evento

Gagliano Aterno, folla all'inaugurazione del Museo del grano

Ha partecipato anche il dirigente dell’Ufficio Ricostruzione del Cratere, Enrico Bianchi: «La restituzione del Museo del Grano alla comunità di Gagliano rappresenta molto più di un intervento edilizio, è un segno concreto di voler ricostruire, insieme, il proprio tessuto sociale e identitario»

Gagliano Aterno, folla all'inaugurazione del Museo del grano
di Redazione L'Aquila
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GAGLIANO ATERNO. È stato un grande successo l'inaugurazione del Museo del Grano, dopo un lungo intervento di ristrutturazione e recupero a seguito del sisma del 2009.

Grande soddisfazione per il sindaco di Gagliano Aterno, Luca Santilli, per questo importante evento che arricchisce il processo di rinascita materiale e immateriale che ha contraddistinto il paese negli ultimi anni, portandolo a ottenere riconoscimenti nazionali e internazionali.

Ha partecipato all'inaugurazione il dirigente dell’Ufficio Ricostruzione del Cratere, Enrico Bianchi.

I piccoli latifondi della Valle Subequana sono storicamente legati alle proprietà dei feudatari del Castello di Gagliano, che possedeva le maggiori estensioni di terreno coltivato a grano. Per questo motivo, questa località della media montagna abruzzese è da sempre considerata il granaio dell’intera area.

Su queste basi, nel 2002 il Comune, insieme al Centro di Documentazione Etnografica, istituì il Museo del Grano negli spazi di un antico mulino. Unica nel suo genere nel territorio abruzzese, la struttura museale vanta il riconoscimento della Regione Abruzzo.

Il nuovo allestimento è stato curato dall’Associazione Civitas Superequani, del presidente Massimo Santilli, con la collaborazione delle ragazze del Servizio Civile e il contributo attivo della comunità locale.

I beni in esposizione comprendono gli impianti in legno, metallo e muratura di un antico mulino, originariamente di proprietà di Donato Giangregorio di Castelvecchio Subequo, che lo trasferì a Gagliano sul finire degli anni Venti del Novecento. L’opificio molitorio, oggetto di un accurato restauro, è oggi perfettamente conservato e arricchito dall’esposizione di arnesi e utensili utilizzati nel ciclo di produzione del grano.

Attraverso reperti della cultura materiale e immagini d’epoca, il visitatore può intraprendere un viaggio nella memoria collettiva, ripercorrendo le principali fasi della coltivazione: dalla semina alla mietitura, dalla trebbiatura alla macinazione, fino alla lavorazione delle farine per la produzione di pane e pasta fatta in casa, elementi fondamentali della società contadina.

Il Museo si caratterizza anche come luogo di memoria vivente, in cui il racconto non è affidato soltanto agli oggetti esposti, ma anche agli ambienti stessi, restituiti alla fruizione pubblica senza alterazioni e capaci di testimoniare il lavoro e la fatica dell’uomo.

Nello spazio fotografico, dedicato alle scene di vita e lavoro nei campi, sarà disponibile per i visitatori un totem touch-screen interattivo che riprodurrà in modo continuativo il documentario “Dal seme alla Solina”, realizzato da Attilio Valeri.

Sono previste visite didattiche per le scolaresche: durante i laboratori, bambini e ragazzi potranno osservare le tecniche di produzione della pasta tradizionale, grazie al contributo delle donne gaglianesi, impegnate a trasmettere alle nuove generazioni i saperi legati alle varianti locali (le taccòzze, le sagnétte, le vularèlle, i quéjéte, ecc.), nonché la preparazione del pane di grano Solina.

Il Museo si inserisce all’interno di un più ampio processo di riattivazione della comunità gaglianese, che negli ultimi anni ha visto l’arrivo di nuovi abitanti e la nascita di nuove attività economiche e sociali, tra cui un forno artigiano di prossima inaugurazione.

«La restituzione del Museo del Grano alla comunità di Gagliano rappresenta molto più di un intervento edilizio, è un segno concreto di voler ricostruire, insieme, il proprio tessuto sociale e identitario -  ha dichiarato Enrico Bianchi, dirigente dell'Usrc -. Luoghi come questo restituiscono memoria, rafforzano il senso di appartenenza e diventano spazi vivi di condivisione, generando nuove prospettive di sviluppo locale e aggregazione, temi molto cari alle politiche di governance che l'Ufficio mette in campo per supportare le amministrazioni e le loro comunità».

Il Comune di Gagliano Aterno in stretta sinergia con l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, Usrc, ha gestito l'intervento sul Museo del Grano, finanziato con Delibera Cipe numero 135/2012 per un importo di 200.680 euro. I lavori, avviati nell'ottobre 2021 e conclusi a maggio 2023, hanno riguardato la riqualificazione strutturale dell’edificio, gravemente danneggiato dal sisma del 2009. In particolare, è stata realizzata una nuova ossatura intelaiata in acciaio su fondazioni in cemento armato, adeguando l'immobile agli attuali standard di sicurezza sismica e restituendolo alla comunità in piena sicurezza.