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Il caso

Famiglia nel bosco, la madre allontanata: il punto centrale del provvedimento dei giudici

La donna avrebbe imposto la propria visione educativa convinta che l'apprendimento debba iniziare solo dopo i sette anni

Famiglia nel bosco, la madre allontanata: il punto centrale del provvedimento dei giudici
di Luca Di Renzo
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L'AQUILA. ​Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto la separazione di Catherine Birmingham dai suoi tre figli attraverso un'ordinanza restrittiva. Il provvedimento nasce dalle relazioni critiche redatte dagli educatori e dai servizi sociali, che descrivono un clima di profonda tensione all'interno della casa famiglia

​Secondo i giudici, la donna avrebbe manifestato un atteggiamento ostile e svalutante, rifiutando di collaborare con il personale della struttura protetta. Le relazioni parlano di scatti d'ira e di una cronica mancanza di fiducia verso le istituzioni, che avrebbe finito per condizionare negativamente anche il comportamento dei minori. I bambini, infatti, avrebbero mostrato segni di aggressività verso i coetanei e il personale, riflesso del clima conflittuale alimentato dalla madre.

Punto centrale

​Un punto centrale della decisione riguarda la scolarizzazione. La donna avrebbe imposto la propria visione educativa, convinta che l'apprendimento debba iniziare solo dopo i sette anni, prediligendo l'esperienza diretta nella natura rispetto ai programmi didattici standard. Tale approccio è stato valutato dai magistrati come ostativo al corretto sviluppo dei piccoli 

La figura paterna

​Al contrario, la figura del padre, Nathan Birmingham, emerge nel documento come un profilo più accomodante e capace di fornire un supporto adeguato nel tentativo di rasserenare il nucleo familiare. L'ordinanza solleva inoltre preoccupazioni sulla privacy, stigmatizzando l'eccessiva pressione della stampa e le possibili violazioni della carta di Treviso.

Il Tribunale

Per il Tribunale, la presenza costante della madre è attualmente considerata pregiudizievole per l'equilibrio emotivo dei minori, rendendo necessario l'allontanamento coatto per garantire il loro benessere e la prosecuzione degli interventi educativi programmati.