L'allarme
Avezzano, fuoco pirotecnico inesploso: strade chiuse
di Pino Veri

L'AQUILA. Dopo 15 anni riapre al doppio senso di circolazione lo storico collegamento tra la stazione ferroviaria, il monumento delle 99 Cannelle e le frazioni di Roio. È la via maestra, quella dedicata da sempre all’architetto dell’Aquila Tancredi da Pentima, colui che secondo Buccio di Ranallo disegnò il perimetro delle mura e scelse dove far sorgere i primi insediamenti cittadini.
In questi lunghi anni, c’è stato un silenzio assordante, un vuoto particolare, una specie di buio che ha avvolto questa zona. Un silenzio fatto di polvere, transenne, deviazioni e attese dovute al “passaggio provvisorio” angusto e dimenticato che costeggia la rete ferroviaria: una strada senza anima, senza vita, buia e priva di aquilanità.
Ora quel silenzio si è finalmente interrotto. Dopo quindici anni la strada che costeggia il cuore monumentale della Rivera e guarda dritto verso la salita di Roio è tornata a essere parte integrante del tessuto urbano.
Ci dice l’artista Giancarlo Ciccozzi: «Varcare nuovamente quel tratto di strada significa restituire una prospettiva dimenticata. Per un decennio e mezzo, la vista verso Roio è stata filtrata da reti da cantiere e deviazioni che costeggiavano la fredda rete ferroviaria. Per quindici anni è come se il mio tempo si fosse fermato in un grumo di polvere e ferro, una
cicatrice aperta tra la pietra della Rivera e il verde dell’assolata piana di Roio. Io, che nella mia vita artistica cerco le emozioni nella stratificazione della materia, ho visto quella strada chiusa in un senso come solco profondo, muto e invalicabile. Oggi, però, non è più un confine, ma una sutura che tiene insieme il “mondo di sotto” e il “mondo di sopra” dove io sono nato. Percorrerla significa avere alla propria destra la maestosità delle mura cittadine e il ritmo serrato dei mascheroni della fontana, mentre lo sguardo spazia verso il verde che sale alla pineta di Monteluco e al polo universitario di Roio. Non è solo una questione di viabilità o di qualche metro di meno; è la riconquista di uno degli scorci più iconici e suggestivi della città, proprio lì, di fronte al simbolo eterno dell’Aquila: la Fontana delle 99 Cannelle».
Giancarlo Ciccozzi, nato a L’Aquila nel 1973, è un pittore e scultore italiano considerato una delle figure di spicco dell’Arte Informale internazionale. La sua carriera comincia nutrendosi della frequentazione della bottega del maestro Marcello Mariani, che lo inizia alle prime sperimentazioni della pittura informale. Nel 2010, con le serie Trasposizioni e Notturni, propone, per la prima volta, dipinti astratti informali che, con le loro forme archetipiche, organiche, filiformi e reticolari, rivelano originali affinità con Burri e lo stesso Mariani. In Italia riceve premi e riconoscimenti in importanti rassegne d’arte internazionali con recensioni critiche di Vittorio Sgarbi, Giorgio Di Genova, Jean Blancheart, Paolo Levi e Rosario Sprovieri.