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Fa discutere

Croce Rossa, nessun trasferimento da Avezzano: il progetto è una nuova foresteria

Il presidente nazionale Valastro esclude il trasferimento a Borgorose e annuncia l’ipotesi di una foresteria. Restano però da chiarire area e sede del nuovo progetto, oltre al futuro dell’Interporto

L'incontro
L'incontro
di Pino Veri
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AVEZZANO. C’è qualcosa di criptico e comunque di non chiaro nel documento diffuso dopo l’incontro che si è svolto a Palazzo di città tra il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, e il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro. Ma la Croce Rossa resta ad Avezzano, sì: ma dentro all’Interporto o no? E perché nulla si è detto sul nome da attribuire all’Interporto con la “sua” Croce Rossa da intitolare alla mai abbastanza compianta professoressa Maria Teresa Letta che lo ha fondato? Qualche mistero resta.

L’occasione di confronto è stata indispensabile per chiarire, una volta per tutte, la questione relativa a un paventato trasferimento del Centro operativo per le emergenze della Croce Rossa Italiana – attualmente collocato all’interno dell’Interporto di Avezzano – a Borgorose, nella vicina Regione Lazio. «Niente di tutto questo – ha dichiarato in maniera cristallina il presidente della Cri, arrestando di colpo tutte le supposizioni –. La città di Avezzano resta per me la migliore in tutto il centro sud Italia per collegamenti strategici e posizione geografica. Nessuno ha mai posto in essere un’opzione simile e nessuno ha mai attivato un’indagine per cercare altri siti fuori. La questione è un’altra – ha aggiunto Valastro nel corso dell’incontro, al quale ha partecipato anche il consigliere comunale Ignazio Iucci, che si è interessato subito della vicenda –. Vorremmo ingrandirci e creare proprio ad Avezzano una foresteria per poter ospitare i volontari Cri e tutte quelle persone che vengono da noi per formarsi: sarebbe il nostro sogno nel cassetto e Roma non è la città giusta dove poterlo realizzare. A oggi, infatti, Croce Rossa conta centri di formazione in tutto il nord Italia, ma nessuno nel centro sud: Avezzano è la città adatta per poterlo ospitare. Bisognerebbe trovare solo un’area logisticamente adatta su cui investire. Il nome di Avezzano, infatti, oggi è conosciuto in ogni angolo d’Italia attraverso il nostro operato e l’operato della Protezione Civile, i cui mezzi sono custoditi sempre all’interno dell’Interporto. Da qui sono partiti aiuti per le zone terremotate e sempre qui abbiamo creato nel 2021 un hub temporaneo per l’accoglienza di rifugiati afghani».

«Il Centro operativo per le emergenze, per noi e per il nostro territorio, è una “stella al merito” – ha affermato Ignazio Iucci –. Come comunità marsicana e abruzzese non avremmo mai permesso la perdita di un presidio di umanità simile. Felici delle belle parole pronunciate dal presidente della Croce Rossa Italiana».

Due interrogativi non risolti: ma il luogo cui si fa riferimento resta sempre all’interno dell’Interporto dove opera anche la ditta di trasporti Lodini? Non è chiaro: anche perché, ancora Ignazio Iucci aggiunge: «Ci azioneremo subito per trovare una possibile area o un possibile stabile che possa, dopo un oculato investimento, ospitare una foresteria. Lavoreremo, in tal senso, di concerto con la Croce Rossa Italiana, per trovare la soluzione migliore a tutte le esigenze specifiche. Un punto su tutti, però, resta fermo: la Croce Rossa Italiana continuerà a operare nel nostro territorio come ha sempre fatto, gestendo dalla solida “cabina di regia marsicana” emergenze in ogni parte del mondo».