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di Pino Veri

CAPESTRANO. Il territorio del capoluogo abruzzese sempre di più zona di lupi che si avvicinano alle abitazioni in cerca di cibo. Dopo che un canide ha portato molta apprensione a Tempera, frazione di L'Aquila, ora altri lupi hanno preso di mira Capestrano, comune della provincia aquilana, il cui territorio in parte rientra nel territorio del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Una giovane donna, di nome Dora, a Capestrano ha avuto un incontro faccia a faccia con un lupo e ha raccontato la sua tremenda avventura su Facebook di Ruralpini resistenza rurale.
Il racconto della donna
«Intorno alle 17 di venerdì 13 febbraio scorso mi ero recata a un magazzino per preparare dei pacchi, essendo una volontaria della Caritas - racconta Dora -. La responsabile non era ancora arrivata, così mi sono seduta sui gradini davanti all'ingresso. Non è affatto vero che avessi con me una busta con la spesa, quindi non l'ho colpito con quella e neppure me l'ha stracciata. Mentre guardavo a destra, ho percepito il rumore di qualcosa che arrivava da sinistra e mi sono trovata all'improvviso un lupo a circa un metro di distanza. Ero seduta, quindi avevo il suo muso all'altezza della faccia, visto che sono alta 1,60. Spaventata ho urlato e sono scappata all'indietro, con il lupo che prima di seguirmi ha girato intorno a un paio di automobili posteggiate. Questo mi ha dato tempo. Vicino c'è un cancelletto alto circa un metro, con una recinzione in rete alta uguale. Fortunatamente il cancelletto non era bloccato, l'ho aperto e chiuso dietro di me. Il lupo a mio parere stava valutando il da farsi, saltarlo non sarebbe stato un problema per l'animale, che visibilmente aveva la rogna. Muovevo le mani per scacciarlo ma non se ne andava, neppure arretrava. Urlavo, ma non c'era nessuno. Solo la titolare di un vicino negozio se n'è accorta, ma una volta visto il lupo si è subito chiusa dentro. Poi si è scusata dicendo di avere avuto paura, ma di sicuro avrebbe potuto chiamare o telefonare a qualcuno, poiché il tutto è durato circa 5 minuti, un'eternità».
Poi Dora aggiunge: «Per cercare di spaventarlo, mentre urlavo, mi sono tolta dalle spalle lo zainetto e ho iniziato a sbatterlo contro la rete ma il lupo l'ha azzannato e infine me l'ha strappato. In quel momento ho ricevuto la telefonata della responsabile della Caritas, che voleva avvertirmi di essere quasi arrivata, e le ho chiesto aiuto. Per fortuna era veramente vicina e un attimo dopo ha frenato proprio lì davanti e ha visto il lupo, che a quel punto è fuggito. Una mia amica, a cui avevo scritto visto che non rispondeva, mi ha risposto che avrebbe chiamato subito i carabinieri, visto che due pattuglie erano già dentro Capestrano in cerca dell'animale, segnalato prima da una residente mentre rovistava tra i bidoni dell'immondizia davanti a casa sua. Il lupo con la rogna gira da mesi dentro il paese, e anche questa volta non è stato catturato, almeno finora. Un altro che entrava in paese l'hanno catturato un paio di mesi fa. Ma c'è pure un branco di 4-5 esemplari, visti più volte da molte persone. In paese si ha paura, non gira più nessuno, bisogna guardarsi intorno, bisogna assolutamente fare qualcosa con i lupi».
Ruralpini resistenza rurale
Ruralpini resistenza rurale, gestori della pagina social, proseguono affermando che «da notare che i carabinieri forestali hanno fotografato lo zainetto, ma non l'hanno trattenuto al fine di individuare, attraverso la saliva, il Dna dell'animale. Senza Dna accade che il fatto rimanga non accertato e pertanto non rientri nella casistica nazionale di questi casi. Un atto inconcepibile, di cui Tutela Rurale chiederà conto ai carabinieri forestali e ai vertici dell'Arma».