L'emergenza
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di Luca Di Renzo

CHIETI. Confindustria Abruzzo Medio Adriatico lancia l'allarme sul disegno di legge fiscale del 27 marzo e le modifiche alla transizione 5.0. L'associazione segnala che «la riduzione della copertura finanziaria e l'incertezza normativa mettono a rischio gli investimenti delle imprese nelle province di Chieti, Pescara e Teramo, proprio mentre la domanda di digitalizzazione ed efficientamento energetico è ai massimi livelli».
Il rischio è il blocco di contratti già firmati e di ordini irrevocabili, che compromettano la competitività del sistema produttivo e la doppia transizione.
La misura, pilastro della doppia transizione digitale ed energetica, ha visto in Abruzzo una partecipazione massiccia delle piccole e medie imprese, portando benefici diretti in termini di efficientamento energetico e competitività. Tuttavia, la brusca riduzione dei fondi, a fronte di una domanda consolidata, sta destabilizzando i piani industriali. Molte aziende hanno già sottoscritto contratti irrevocabili e assunto impegni finanziari rilevanti basandosi su norme ora mutate.
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha sottolineato «l'urgenza di un intervento del Governo per ripristinare l'affidabilità degli incentivi. È necessario fornire risposte alle imprese prive di copertura e garantire una gestione fluida verso i regimi agevolativi del 2026. Senza una politica industriale coerente e prevedibile, il rischio concreto è l'interruzione di un percorso virtuoso di innovazione e sostenibilità che ha finora sostenuto l'economia nazionale ed europea. Confindustria Abruzzo Medio Adriatico chiede quindi correttivi immediati per salvaguardare il lavoro delle aziende sul territorio».