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Perimetrazione

Torino di Sangro contro il Parco, per il sindaco va abolito prima che nasca

Il primo cittadino Di Fonso si è attivato con i parlamentari di “Sud chiama Nord” per un nuovo progetto di legge che cancelli quello del 2001 che istituiva l’area protetta

Nino Di Fonso
Nino Di Fonso
di Andrea Rapino
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TORINO DI SANGRO. Il sindaco Nino Di Fonso taglia la testa al toro e, tra un collega e l’altro che chiedono aggiustamenti alla perimetrazione del Parco della Costa dei trabocchi, chiede di superare ogni problema con una scelta radicale: abrogare la legge che istituisce l’area protetta lungo il litorale abruzzese.

Il primo cittadino annuncia di essersi attivato in questo senso con la presidente del movimento “Sud chiama Nord” Laura Castelli e con l’onorevole Francesco Gallo, che ha presentato una proposta di legge che mira ad abrogare l’articolo della legge del 2001 che prevede l’istituzione del Parco.

«Siamo fermamente contrari all’istituzione del Parco», taglia corto Di Fonso, che è anche coordinatore regionale del movimento, «perché è un’idea nata oltre vent’anni fa, che oggi non ha più alcun senso: un Parco nazionale non può nascere in un territorio già fortemente antropizzato. Oggi il nostro ambiente è già ampiamente tutelato dalle normative vigenti e dal presidio della guardia costiera, della forestale e degli enti locali», ricorda il sindaco, «imporre questi vincoli oggi non protegge la natura, ma crea solo un carrozzone burocratico e uno spreco di denaro pubblico che danneggerebbero turismo, agricoltura e sviluppo locale».