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Le indagini

Superbonus, a Chieti la maxi frode: sequestrati crediti fiscali per 560 milioni di euro

Un’organizzazione criminale, tra Lombardia e Abruzzo, aveva ideato un sistema per generare crediti fiscali inesistenti utilizzando dati di ignari proprietari immobiliari

Superbonus, a Chieti la maxi frode: sequestrati crediti fiscali per 560 milioni di euro
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Un’organizzazione criminale aveva ideato un sistema per generare crediti fiscali inesistenti utilizzando dati di ignari proprietari immobiliari. Indagati professionisti tra Lombardia e Abruzzo.

I Finanzieri del comando provinciale di Siracusa, su disposizione della Procura aretusea, hanno eseguito un maxi sequestro di crediti fiscali per 560 milioni di euro in tutto il territorio nazionale. L'operazione, condotta nelle ultime ore, mira a smantellare un articolato sistema di frode basato su falsi lavori legati al Superbonus 110%. Il provvedimento ha scongiurato la dispersione di ingenti somme di denaro pubblico.

Il meccanismo della frode

Le indagini, coordinate con il nucleo speciale Tutela entrate e repressione Frodi fiscali di Roma e Contrasto illeciti dell'Agenzia delle entrate, hanno rivelato un complesso schema illecito. L’organizzazione criminale utilizzava dati di immobili reali, all’insaputa dei legittimi proprietari, per simulare interventi di riqualificazione mai avvenuti. Oltre 60 le società coinvolte in un giro d’affari che ha interessato ben 13 province italiane.

Al centro del sistema, secondo gli inquirenti, vi erano professionisti radicati in Lombardia, incaricati di reperire prestanome per schermare le responsabilità. L’anello esecutivo era composto da due professionisti della provincia di Chieti, i quali, grazie alle proprie credenziali di accesso alla piattaforma “Cessione crediti” dell’Agenzia delle entrate, secondo le indagini effettuate, dietro compenso per ciascuna pratica inserita, hanno trasmesso oltre 2.000 comunicazioni che hanno permesso di generare i crediti fittizi nei cassetti fiscali delle società formalmente esecutrici dei lavori.

Sono 12 gli indagati per associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio e false fatturazioni. Grazie al tempestivo intervento della Procura e al blocco telematico operato dall’Agenzia delle entrate, è stato possibile congelare i crediti prima che venissero immessi nel circuito delle cessioni e resi irrintracciabili.