Politica
Elezioni a Chieti, arriva Elly Schlein: "Giovanni Legnini è la persona giusta per questa città"
di Redazione Chieti

CHIETI. Domani mattina, giovedì 30 aprile, intorno alle ore 08:00, la nave Life Support di Emergency approderà nel porto di Ortona per lo sbarco di 68 persone soccorse lo scorso domenica 26 aprile. I naufraghi sono stati recuperati durante due diversi interventi di ricerca e soccorso effettuati in acque internazionali all'interno della zona di competenza libica. Nonostante l'assegnazione del porto abruzzese, l'organizzazione umanitaria ha sollevato forti critiche riguardo alla gestione delle operazioni di sbarco da parte delle autorità italiane.
Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support, ha espresso ferma contrarietà per la scelta di un approdo così distante dall'area dei soccorsi. Secondo l'esponente di Emergency, imporre ulteriori giorni di navigazione a soggetti definiti vulnerabili contrasta con le convenzioni internazionali, le quali stabiliscono che il trasferimento in un luogo sicuro debba avvenire nel minor tempo possibile. Per queste ragioni, l'ONG ritiene che Ortona non possa essere considerato un porto conforme alle risoluzioni del diritto internazionale per i salvataggi avvenuti nel Mediterraneo centrale.
Oltre al disagio per i superstiti, il coordinatore ha sottolineato come l'allontanamento della nave dalla zona operativa lasci sguarnito un tratto di mare estremamente pericoloso. Il Mediterraneo centrale si conferma infatti una delle rotte migratorie più letali: secondo i dati dell'OIM, nei primi quattro mesi del 2026 si sono già registrate 781 vittime, una cifra che supera la metà dei decessi rilevati nell'intero 2025. La permanenza della Life Support lontano dal canale di Sicilia riduce ulteriormente le capacità di intervento in un'area dove il rischio di naufragio resta altissimo.