Serie D
Chieti, vittoria che aiuta: ai playout due risultati su tre
di Redazione Chieti

CHIETI. Un uomo di 34 anni di origine sudanese è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Chieti con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, in seguito allo sbarco di 68 migranti avvenuto giovedì scorso nel porto di Ortona dalla nave Life Support di Emergency. Il provvedimento restrittivo, eseguito su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, ha portato al trasferimento del sospettato presso il carcere di Madonna del Freddo a Chieti, dopo che gli investigatori hanno raccolto elementi determinanti che lo indicherebbero come il conducente del gommone soccorso in mare.
Le indagini della Polizia di Stato si sono avvalse di diverse testimonianze raccolte tra i sopravvissuti subito dopo l'attracco della nave umanitaria. Almeno due persone avrebbero riconosciuto formalmente il trentaquattrenne come il responsabile alla guida dell'imbarcazione durante la traversata partita dalle coste libiche. A consolidare il quadro probatorio è stato il ritrovamento, in possesso dell'indagato, di un dispositivo GPS che sarebbe stato utilizzato per mantenere la rotta verso l'Italia.
Il gommone nero, su cui viaggiavano i migranti, era stato intercettato dalla Life Support a circa 32 miglia dalle coste della Libia. Dopo le operazioni di identificazione e assistenza sanitaria coordinate dalla Prefettura di Chieti presso lo scalo ortonese, l'attenzione degli inquirenti si è subito focalizzata sull'individuazione degli organizzatori del viaggio.
L'uomo dovrà ora affrontare l'udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari. Secondo quanto previsto dalle normative vigenti, in caso di condanna per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, il sospettato rischia una pena detentiva che può oscillare tra i 6 e i 16 anni di reclusione. Le autorità continuano a lavorare per ricostruire l'intera filiera del traffico che ha portato al recente sbarco in Abruzzo.