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Candidatura

Ortona si candida a Capitale italiana del mare 2027

Il titolo permette di ottenere finanziamenti per realizzare un programma di iniziative. Il sindaco Di Nardo: «Mettiamo a sistema storia, identità ed economia»

Veduta di Ortona
Veduta di Ortona
di Andrea Rapino
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ORTONA. La giunta del sindaco Angelo Di Nardo ha formalizzato la candidatura a Capitale italiana del mare 2027: un titolo che permette, al Comune che ne beneficia, di ottenere un contributo di un milione di euro per realizzare il programma di attività previsto nel dossier.

«È una candidatura nella quale crediamo e che vogliamo costruire insieme al territorio», afferma Di Nardo, «il titolo rappresenterebbe un riconoscimento importante, ma soprattutto consentirebbe di dare ulteriore forza a una strategia di sviluppo che mette il mare al centro, coniugando sostenibilità, innovazione, turismo, economia e qualità della vita».

A sostegno della candidatura è stato costituito un comitato promotore che riunisce realtà ambientali, sociali, sportive e scolastiche del territorio: Plastic Free, Associazione Postilli Foro, Centro nazionale Sicurezza delle acque, Ascom Abruzzo, Consulta giovanile, Anffas, Pastor Bonus, Liberamente, sezione della Lega navale italiana, Ortona Sub, istituto nautico Acciaiuoli, istituti comprensivi Matilde Serao e Francesco Paolo Tosti. Resta comunque aperta la possibilità di ulteriori adesioni.

C’è inoltre un comitato tecnico-scientifico esterno composto da esperti dell’Istituto superiore di sanità, dell’Ispra, dell'Istituto zooprofilattico sperimentale e dell’Università D’Annunzio, insieme a una figura di coordinamento amministrativo: il gruppo affiancherà il Comune sui temi della salute umana legata all’uso sicuro delle acque, della salute ambientale delle acque di balneazione, degli ecosistemi marini e della pesca e della tutela del territorio marino-costiero.

«Ortona ha con il mare un rapporto profondo che attraversa la sua storia, la sua identità e la sua economia e che vogliamo trasformare sempre più in una leva per il futuro», sottolinea Di Nardo, «abbiamo un porto dalle importanti prospettive, una costa di grande valore ambientale e paesaggistico, una tradizione marinara, attività legate alla pesca e alla nautica e un patrimonio storico e culturale che racconta questo legame. La candidatura ci offre l’opportunità di riunire queste realtà all’interno di una visione comune, coinvolgendo istituzioni, associazioni, scuole, mondo scientifico e tessuto economico e produttivo».