L'incidente
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di Tito Di Persio

SILVI. «Non mi dimetterò mai». È perentorio il primo cittadino di Silvi, Andrea Scordella, nel mettere a tacere le voci che erano circolate questa mattina, 2 ottobre 2026, su un suo possibile passo indietro. A poche ore dall'annuncio dell'azzeramento della giunta comunale, di cui avevamo dato conto ieri sera, il sindaco è tornato a parlare per chiarire la propria posizione dopo giorni di tensione politica seguiti alla presunta aggressione alla vicesindaca Luciana Di Marco e alle dimissioni dell'assessore all'Urbanistica Gianpaolo Lella.
«Vogliono per forza tirarmi con la forza dentro questa triste e deplorevole vicenda, ma dove io non c'entro nulla», ha dichiarato Scordella, respingendo con fermezza ogni tentativo di coinvolgerlo direttamente nella vicenda che ha travolto la sua amministrazione.
Il sindaco ha poi ribadito quanto già comunicato nei giorni scorsi, quando aveva annunciato l'azzeramento della giunta definendolo «un gesto di rispetto per la città», e non «un atto di sfiducia verso chi mi ha affiancato in questi ultimi tre anni e mezzo». «Resta quello che ho dichiarato nei giorni scorsi», ha confermato oggi. «Mi prenderà del tempo per poi iniziare a fare dei tavoli di valutazione per rifare tutta la giunta».
Sul fronte delle ipotesi di un possibile ritorno alle urne, circolate insieme alle voci di dimissioni, Scordella ha chiuso ogni spazio di manovra: «Comunque, se vogliono tornare al voto, mi devono sfiduciare e darmi delle giuste motivazioni».
Parole che arrivano a stretto giro dall'annuncio di ieri sera, quando il sindaco aveva spiegato di voler affrontare la vicenda «con la necessaria tranquillità e trasparenza», preannunciando «qualche giorno di attenta riflessione» prima dell'apertura di un tavolo di lavoro con le forze politiche locali, dal quale dovranno uscire «le indicazioni per la pianificazione del futuro prossimo della maggioranza che finora ha governato per 8 anni il Comune di Silvi».
Resta dunque confermata la linea tracciata da Scordella: nessuna intenzione di lasciare, nessuna fuga in avanti verso il voto anticipato, ma un percorso scandito da riflessione e confronto interno, con la ricostituzione della giunta che richiederà, come lui stesso ha ammesso, ancora del tempo.