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di Luca Di Renzo

CHIETI. Ieri, 16 maggio, a Chieti, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, a margine di un appuntamento elettorale, ha contestato duramente l'allontanamento dei tre minori dal nucleo familiare di Palmoli, definendo la misura una «violenza istituzionale e ideologica» e annunciando un intervento immediato affinché i bambini possano ricongiungersi con i genitori entro le prossime settimane. Il leader della Lega ha espresso ferma condanna verso l'operato dei servizi sociali e della magistratura minorile, giudicando il provvedimento sproporzionato rispetto alla reale situazione della famiglia nel bosco.
La durissima contestazione del Ministro contro i servizi sociali
Il caso della famiglia nel bosco diviene terreno di duro scontro politico e istituzionale. Durante la sua visita in Abruzzo a sostegno del candidato sindaco Mario Colantonio, il segretario federale della Lega ha affrontato senza mezzi termini la vicenda dei tre bambini sottratti alla custodia dei genitori a Palmoli. Secondo il ministro, l'allontanamento coatto rappresenta un grave errore di valutazione da parte delle autorità competenti, le quali avrebbero agito sulla base di un'impostazione puramente ideologica anziché tutelare il benessere psicofisico e la salute dei minori coinvolti.
L'impegno di Matteo Salvini: «Riuniremo la famiglia in poche settimane»
Nel corso delle sue dichiarazioni alla stampa, Matteo Salvini ha voluto sottolineare una forte vicinanza emotiva ed operativa, spiegando di aver già avviato contatti diretti con i legali della famiglia. Le parole del vicepremier delineano una precisa road map per rimediare a quello che definisce un autentico abuso di potere burocratico:
«Continuo a ritenere una forma di violenza istituzionale e ideologica aver separato questa famiglia di persone perbene e aver danneggiato la salute e rovinato la tranquillità di questi tre bambini. Ho sentito l'avvocato ieri mattina, mi metto a disposizione non solo come ministro o segretario della Lega, ma anche come papà e stiamo lavorando perché la famiglia si riunisca in tempi brevi, nelle prossime settimane, non mesi».
La critica alla magistratura minorile e il riferimento ai campi rom
L'affondo del leader leghista si è poi concentrato sulla filiera valutativa che ha condotto alla firma del provvedimento di allontanamento. Salvini ha espresso parole di fuoco contro l'operato combinato di assistenti sociali e giudici minorili, accusandoli di applicare le norme in modo distorto e di ignorare le reali priorità del tessuto sociale del Paese:
«Non è possibile che un assistente sociale, un giudice minorile e pochi professionisti evidentemente lontani dalla realtà facciano danni come quelli che stanno vivendo. Togliere i bimbi è l'ultima delle opzioni che la legge prevede e non la prima. Hanno sbagliato all'inizio e stanno continuando a sbagliare adesso. Ormai il danno è fatto, questi mesi a quei bimbi non li darà indietro nessuno. Vorrei che uno di questi giudici o assistenti sociali andasse in un campo rom».