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La nota

Chieti, dissesto idrogeologico e risanamento finanziario: parla il sindaco

Diego Ferrara: “Servono verità, responsabilità e risposte ai cittadini”

Il sindaco
Il sindaco
di Redazione Chieti
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CHIETI. “Su due questioni che hanno segnato profondamente la vita della nostra città, il dissesto idrogeologico e quello economico-finanziario, è necessario riportare il dibattito sul terreno dei fatti e della responsabilità istituzionale, evitando strumentalizzazioni che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini”, dichiara il sindaco di Chieti Diego Ferrara, intervenendo per fare il punto sulle due emergenze cittadine in un articolato comunicato stampa.

Sul dissesto idrogeologico, il sindaco ricorda che il Comune continuerà a fare completamente la sua parte, com’è accaduto finora: “Non avrei mai immaginato di dover difendere in modo così duro il ruolo e il lavoro svolto dal Comune in questi anni – dice Ferrara - . Appena ci siamo insediati abbiamo attivato tutto il necessario per avere contezza di un fenomeno esistente, ma non affrontato, sebbene fosse capace di mettere a rischio una porzione grande di città. Abbiamo catalizzato noi l’attenzione di tutte le forze istituzionali, a partire dalla Protezione civile, l’Università, fino ad arrivare ai parlamentari del territorio, a prescindere dalle appartenenze e al Governo, perché su un problema così grande non esistono consorterie. E nei mesi di lavoro, difficili per le condizioni di organico note dell’Ente, siamo andati avanti e abbiamo erogato le misure dettate dalla condizione di emergenza per i cittadini e le cittadine che hanno dovuto lasciare le proprie case. Oggi finire all’indice del Presidente di Regione per l’attesa di pochi giorni necessari a formalizzare il placet a una risposta amministrativa attesa invece da tanto tempo, significa perdere di vista il vero tema: le famiglie colpite dal dissesto aspettano da oltre nove mesi di ottenere i contributi per il disagio abitativo e non siamo noi a dover dare risposte. Finita in agosto l’emergenza, il contributo di autonoma sistemazione avrebbe dovuto trasformarsi in una nuova misura, contributo per il disagio abitativo, la cui erogazione compete alla struttura commissariale. È su questo che bisogna concentrare l’attenzione, la cabina di regia si è attivata solo ad aprile, da agosto a oggi la popolazione aspetta. Il nostro obiettivo era ed è uno solo: fare in modo che le risorse arrivino il prima possibile perché c’è chi deve pagare affitti, mutui e da mesi vive una situazione di difficoltà. Su questo serve la massima collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte, a partire dalla struttura commissariale guidata dal presidente Marsilio”.

Sul dissesto finanziario: “Non posso più tollerare né lasciar correre le falsità, le ricostruzioni fantasiose di fatti che hanno segnato profondamente la vita della nostra comunità e anche il mio percorso amministrativo. Le carte, però, esistono già e sono pubbliche. Sono le due sentenze della Corte dei Conti e parlano da sole. Nel primo provvedimento della magistratura contabile ha ritenuto non condivisibili le deduzioni difensive volte a escludere la condotta omissiva contestata all’allora sindaco Di Primio e all’allora assessore al Bilancio Luise. Nello stesso provvedimento, invece, viene esclusa la colpa a carico mio e dell’assessora Tiziana Della Penna, evidenziando come avessimo operato in una tempistica estremamente ridotta dopo l’insediamento e in un contesto finanziario di eccezionale complessità, caratterizzato da criticità radicate e stratificate nel tempo. Successivamente, la sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per l’Abruzzo del 23 marzo 2026 ha ulteriormente chiarito il quadro, affermando che durante l’amministrazione Di Primio-Luise il Comune di Chieti si è trovato in una persistente crisi di cassa, in un progressivo deterioramento finanziario, con squilibri di bilancio non risolti, residui attivi non riscossi, debiti fuori bilancio e continui richiami degli organi di controllo. La stessa sentenza evidenzia come ignorare o trascurare le osservazioni della magistratura contabile costituisse una violazione dei più elementari canoni di diligenza richiesti a un amministratore pubblico. Per questo respingo con forza ogni tentativo di riscrivere la storia. È già scritta e non da me, ma da istituzioni che meritano rispetto. Non lo faccio per una questione personale o politica, ma per rispetto della verità e dei cittadini che meritano chiarezza, non più bugie. Meritano di conoscere i fatti per quello che sono e non per come qualcuno vorrebbe raccontarli oggi, per di più a ridosso di una scadenza elettorale”.