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di Giancarlo Falconi

CHIETI. Il Chieti aveva annunciato battaglia legale dopo la penalizzazione di 11 punti inflitta dalla Corte Federale d’Appello, che aveva condannato i neroverdi alla retrocessione in Eccellenza senza nemmeno la possibilità di giocarsi la salvezza sul campo in Serie D.
Il passaggio al Collegio di Garanzia del CONI
Dopo aver esaminato le motivazioni della sentenza, la società ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia del CONI — il terzo e ultimo grado di giudizio per le controversie sportive — tramite l’avvocata Nicoletta Maria Carè del foro di Catanzaro. Il ricorso è rivolto contro la FIGC e la sua Procura Federale, ma anche contro la Lega Nazionale Dilettanti e la U.S. Recanatese.
I nodi centrali della controversia
Il nodo centrale della vicenda riguarda due questioni: come va calcolata una “mensilità” ai fini della penalizzazione, e se la Corte Federale d’Appello abbia agito correttamente nel ribaltare la decisione di primo grado, applicando una sanzione che il Chieti considera sproporzionata e mal motivata.
La segnalazione del Dipartimento Interregionale
Tutto è partito da una segnalazione del Dipartimento Interregionale: il club non avrebbe depositato entro il 31 gennaio 2026 le cosiddette “liberatorie”, cioè i documenti che certificano il pagamento, entro il 31 dicembre 2025, degli stipendi dovuti al calciatore Jacopo Surricchio e agli allenatori Francesco Del Zotti e Paolo D’Ercole.
La posizione del club sulla sentenza
La società sostiene che la Corte d’Appello abbia interpretato male il Comunicato Ufficiale, travisando i fatti e ragionando in modo illogico. Per questo chiede in primo luogo l’annullamento totale della penalizzazione e il ricalcolo della classifica.
Le richieste alternative del Chieti
In alternativa, se questa richiesta non venisse accolta, contesta comunque la sentenza per mancanza di motivazioni adeguate sulla misura della sanzione, ritenuta in contrasto con il principio di proporzionalità sancito anche dalla Costituzione.
L’ultima opzione: il rinvio all’organo federale
Come ultima opzione, chiede almeno che il caso venga rinviato all’organo federale competente, affinché applichi il principio di diritto che il Collegio vorrà stabilire.