Sanità
Chieti, liste di attesa: alla Asl occorrono dieci mesi per una mammografia
di Luca Di Renzo

CHIETI. Si è conclusa la fase preliminare dell'indagine sul sistema dei falsi incidenti stradali, portando alla luce un’articolata associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni delle compagnie assicurative tramite la falsificazione di referti e perizie
L'inchiesta ha svelato un meccanismo oliato in cui avvocati, medici e personale sanitario ricoprivano ruoli di primo piano.
Il bilancio giudiziario attuale registra due condanne in abbreviato e numerosi patteggiamento ma il provvedimento più imponente riguarda i 91 rinvii a giudizio che daranno vita al processo ordinario la cui prima udienza è fissata per il prossimo 7 luglio in tribunale a Chieti.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i legali gestivano le pratiche amministrative per ottenere gli indennizzi, mentre il supporto tecnico arrivava da certificati medici e referti radiologici contraffatti
In molti casi, documenti originariamente genuini venivano manipolati per attestare il prolungamento di malattie o patologie inesistenti, tutte ricondotte a sinistri mai avvenuti o pretestuosi.
Le false perizie medico-legali rappresentavano il fulcro della frode, permettendo di gonfiare i risarcimenti richiesti alle compagnie assicurative. Questo sistema sistematico di corruzione e falso documentale ha portato la magistratura a disporre il non luogo a procedere solo per pochi, confermando l'impianto accusatorio per la stragrande maggioranza degli indagati.