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Cantieri

Allarme rincari sui materiali da costruzione in Abruzzo: forniture a rischio per le opere pubbliche

Ance Chieti Pescara denuncia aumenti fino al 60%, in particolare il bitume, e possibili manovre speculative

Marcello Mirolli
Marcello Mirolli
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Il comparto delle costruzioni in Abruzzo attraversa una fase di profonda criticità a causa dell’impennata dei costi produttivi. Le imprese impegnate nei cantieri pubblici segnalano rincari vertiginosi che colpiscono duramente la filiera, con punte che raggiungono il 60% per i prodotti derivanti dalla trasformazione petrolchimica.

A destare particolare preoccupazione è il prezzo del bitume, componente essenziale per le pavimentazioni stradali, insieme ai rialzi che colpiscono acciaio, conglomerati cementizi e materiali isolanti.

Secondo il presidente di Ance Chieti Pescara, Marcello Mirolli, la situazione è figlia delle forti tensioni geopolitiche che stanno destabilizzando l'intera catena di fornitura globale.

Oltre all'impatto economico diretto, le aziende del settore edile devono affrontare il rischio di manovre speculative e una crescente difficoltà nel reperimento delle scorte. Il rallentamento degli impianti produttivi sta infatti dilatando i tempi di consegna, mettendo a rischio il cronoprogramma delle opere legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza e agli interventi delle pubbliche amministrazioni locali.

Le stime attuali indicano un aumento medio dei costi superiore al 40%, una dinamica che minaccia l’equilibrio finanziario degli appalti già avviati. Per evitare il blocco totale dei lavori, Ance Chieti Pescara sollecita un intervento immediato delle istituzioni per monitorare l'andamento dei mercati e attivare meccanismi di compensazione fiscale volti a calmierare gli effetti della crisi energetica e delle materie prime sul territorio abruzzese.