Calcio
Il Chieti non ha scampo contro l'Ostiamare, che segna tre volte
di Stefano Recanati

ANCONA. Tosto, cattivo e soprattutto cinico, il Teramo scrive la pagina forse più bella della stagione spezzando la lunga serie positiva dell'Ancona (15 partite, con 10 vittorie e due pareggi nel girone di ritorno).
Se sarà anche una pagina di storia, si vedrà più avanti: di sicuro, senza questa vittoria, l'obiettivo storico - il ritorno in serie C - sarebbe sfumato a quattro turni dalla fine. Ora il Diavolo, che era scivolato al terzo posto dopo la frittata di San Mauro, con il risultato del Dorico torna in seconda posizione e accorcia di un punto sulla vetta: è a -2 dall'Ostiamare.
Certo, bisognerà continuare a vincere e sperare che i laziali inciampino almeno una volta. L'Ancona, inoltre, è lì e resta in piena corsa. Ma se si pensa che a sei minuti dalla fine del secondo tempo contro l'Ostia il campionato del Teramo, sotto di due reti, era finito, non si può non sentire nell'aria profumo di miracolo.
L'analisi
La vittoria al Dorico è stata da grande squadra, ovvero da squadra che sa soffrire e colpire al momento giusto. Nel primo tempo il Diavolo è arrivato in zona tiro tre volte e ha segnato due gol, mangiandosi il 3-0 nella terza occasione. Nel resto del tempo ha dovuto reggere l'urto dei dorici e lo ha fatto bene, anche se è stato messo in difficoltà da una mossa tattica dell'ex Agenore Maurizi, che al solito 4-2-3-1 ha preferito un 4-1-4-1 con Gelonese centromediano di copertura e Gerbaudo avanzato sulla trequarti destra in linea con Attasi e le due ali.
Proprio Gerbaudo, che era fronteggiato da un giocatore non d'interdizione come Angiulli, è andato più volte pericolosamente alla conclusione, ma al di là delle sue incursioni e della lunga serie di mischie scaturite da calci d'angolo e altri piazzati l'Ancona non aveva altre armi per far male al Teramo, sorretto da una determinazione feroce e da una difesa (a cominciare dal portiere) tostissima.
Nella ripresa i ritmi si sono abbassati, la banda Pomante è riuscita a ripartire molto meglio e ha gestito con una certa tranquillità il doppio vantaggio: l'Ancona solo a 10 minuti dal 90' ha avuto la grande occasione di riaprirla su rigore, ma il Torregiani di ieri era inviolabile e ha ipnotizzato Kouko. La sua parata è stata, di fatto, la parola fine sull'ultimo scontro diretto al vertice del girone F 2025/26.
La cronaca
La partita è una battaglia fin dal primo minuto e l'Ancona va all'assalto trascinata da Gerbaudo, che al 3' sfiora il palo dal limite con un sinistro sporcato da un difensore; sull'angolo che ne consegue, il primo di una lunga serie, Pietrantonio con la schiena devia sul fondo una girata di Kouko. Nervi a fior di pelle e prime scaramucce dopo una gomitata presa da Pavone a metà campo, poi al 9' il Teramo si distende sulla destra e passa: azione Borgarello-Pavone, Salustri va al cross, testa di Njambe che da centroarea la schiaccia nell'angolo: 0-1. Pecci potrebbe impattare al 16' ma alza la mira sugli sviluppi di un piazzato, poi riecco Gerbaudo che al 18' costringe Torregiani ad alzare in angolo. L'unico errore del portiere biancorosso, al 20', è un'uscita bassa in cui tocca la palla con le mani appena fuori area, ma l'arbitro non se ne avvede.
Quelli dell'Ancona sono invasati, protestano ferocemente e Ammannati di Firenze espelle un componente della panchina. Lo stesso Ammannati non si fa intimidire dal clima da far west alimentato dai dorici e ne ammonisce tre (Rovinelli, Ceccarelli e Bonaccorsi) tra il 19' e il 26'. Al 33' l'Ancona ha la grande occasione per l'1-1: tiro del solito Gerbaudo, Torregiani respinge sui piedi di Kouko che fallisce il tap-in da pochi passi.
E il Teramo? Il Teramo resiste e aspetta. Al 43' Njambe dalla trequarti sinistra serve Carpani che taglia da sinistra verso il centro, l'ex Ascoli come al solito è chirurgico nella conclusione dal limite con la palla che va a baciare il palo lungo prima di morire in rete: 0-2. È il nono gol per Carpani, forse solo ai tempi di Da Re il Teramo aveva avuto un centrocampista così prolifico. Nel recupero, al 47', ancora Njambe - prezioso non solo come bomber - manda in porta il settepolmoni Borgarello, che però a tu per tu con il portiere Salvati tenta di dribblarlo e si fa strappare la palla dai piedi.
Nella ripresa Maurizi cerca di alimentare l'assalto inserendo forze fresche nel primo quarto d'ora, ma senza risultati. Pomante risponde con Sereni per Angiulli e Carpani arretrato in mediana. Solo al 20' arriva un pericolo per Torregiani, con una conclusione di Gelonese di poco fuori.
Tre minuti dopo in un'azione difensiva si fa male Gerbaudo e l'Ancona resta senza l'uomo migliore, il Teramo è in controllo e va pericolosamente al tiro con Carpani al 27' ma a ridare speranza ai dorici è Alessandretti (fino a quel momento monumentale) che al 34' strattona in area Kouko. Lo stesso centravanti ivoriano calcia dal dischetto, Torregiani si butta dalla parte giusta e gli dice no. Al 37' il portiere classe 2007 chiude la sua super prestazione bloccando a terra un colpo di testa di Rovinelli, al 43' il neo entrato Persano fallisce il 3-0 dopo un contropiede di Borgarello.
La dedica
Nel dopogara Marco Pomante elogia i suoi ("hanno fatto una gara di grande personalità") e fa una dedica bellissima alla sua Silvi, colpita da un grave fenomeno di dissesto idrogeologico ("questa vittoria è per le famiglie sfollate che stanno soffrendo, le istituzioni ora si muovano per dare loro delle risposte").
È l'ultima perla di un pomeriggio da incorniciare, santificato non solo da un risultato prezioso, ma dall'esodo d'altri tempi della tifoseria teramana. Sempre più stretta intorno a una squadra che, dopo uno scivolone inaspettato, ha saputo tirare fuori gli attributi e continua a inseguire la C.
ANCONA (4-1-4-1): Salvati; Ceccarelli, Bonaccorsi, Rovinelli, Sparandeo (40' st Babbi); Gelonese; Zini (14' st Cericola), Gerbaudo (23' st Miola), Attasi (11' st D'Incoronato), Pecci (14' st Battista); Kouko. A disposizione: Mengucci, De Luca, Markic, Calisto. Allenatore: Maurizi.
TERAMO (3-4-2-1): Torregiani; Botrini, Alessandretti, Bruni; Salustri (42' st Kunze), Borgarello Vitali, Angiulli (18' st Sereni), Pietrantonio; Pavone (40' st Cipolletti), Carpani; Njambe (40' st Persano). A disposizione: Grillo, Costanzi, Della Quercia, Maiga Silvestri, Mariani. Allenatore: Pomante.
ARBITRO. Ammannati di Firenze.RETI: nel pt 9' Njambe, 43' Carpani.
NOTE: spettatori 5.000 (3.948 paganti di cui 1.000 teramani, 1.074 abbonati). Ammoniti Pietrantonio, Rovinelli, Ceccarelli, Bonaccorsi, Alessandretti, Gerbaudo, Sparandeo. Calci d'angolo 8-0. Recupero 3' pt, 5' st.
Pagelle Teramo
Torregiani 8 - Il rigore parato è la ciliegina sulla torta. Partita di grande personalità per un ragazzo così giovane, tecnicamente quasi perfetta.Botrini 6.5 - Il baby della difesa non trema e limita al minimo sindacale prima Pecci e poi Battista.Alessandretti 7 - Sarebbe stato da 8 senza il fallo da rigore. Un autentico muro sui palloni alti e non solo, un incubo per Kouko.Bruni 7 - Docente universitario di chiusure difensive. E senza mai commettere falli.
Salustri 6.5 - Mette sulla testa di Njambe l'ottavo assist della sua eccellente stagione, poi aiuta la difesa senza sbavature.Borgarello Vitali 7.5 - Partita monumentale in mediana, cancella il dirimpettaio Attasi e ha la gamba per proporsi in avanti quando c'è spazio, fino al fischio finale.Angiulli 6 - Maurizi gli mette addosso lo straripante Gerbaudo, che lo fa soffrire non poco.Sereni (18' st) 6.5 - Dà un buon apporto, facendo più volte uscire la squadra dal bunker.
Pietrantonio 6.5 - Stavolta deve difendere più che attaccare, e lo fa bene. Giocatore molto solido, non solo di bel piede.Pavone 6.5 - Marcatissimo e costretto a lavorare molto in copertura, ma comunque positivo.Carpani 7 - Da trequartista fa gol alla prima palla utile, quando esce Angiulli arretra a far legna in mediana. Insomma, prezioso in entrambe le fasi. Njambe 7.5 - Sblocca la partita da centravanti vero, poi lavora benissimo spalle alla porta e manda in porta Carpani e Borgarello.