Il trionfo
Calcio, Torneo delle Regioni: Abruzzo campione d'Italia under 17 - Video: la festa
di Redazione cronaca

PERUGIA. Il Pineto interrompe la serie negativa e lo fa nel modo più pesante possibile, espugnando il “Renato Curi” con una prova di carattere e maturità. Basta il gol di D’Andrea dopo sedici minuti per superare il Perugia e archiviare un periodo complicato, fatto di quattro sconfitte consecutive e morale in calo.
La squadra di Tisci, pur rimaneggiata, risponde con personalità. L’approccio è attento, compatto, senza fronzoli. E quando si presenta l’occasione, i biancazzurri colpiscono. Al 16’ la rimessa lunga di Borsoi genera l’azione decisiva: Gagliardi prolunga di testa, Pellegrino lascia sfilare e D’Andrea controlla, salta Gemello e deposita in rete lo 0-1 che si rivelerà decisivo.
Il Perugia prova a reagire affidandosi soprattutto alla qualità di Verre, il più pericoloso dei suoi. Al 33’ il fantasista biancorosso colpisce il palo, mentre in altre circostanze trova sulla sua strada un attento Tonti. Il Pineto però non si limita a difendere e, prima dell’intervallo, sfiora il raddoppio con un tiro-cross di Pellegrino su cui Borsoi non riesce ad arrivare per pochi centimetri.
Nella ripresa il Perugia aumenta la pressione, anche grazie agli ingressi dalla panchina, ma il Pineto resta lucido. Al 50’ l’asse Ienco-Pellegrino mette in difficoltà Gemello, che si salva anche sul colpo di testa ravvicinato di Giannini sugli sviluppi di un corner. I padroni di casa insistono e al 60’ è ancora il palo a negare il pari, questa volta sulla punizione di Manzari.
È il momento di maggiore sofferenza, ma la squadra di Tisci non si disunisce. Germinario giganteggia in mezzo al campo, la linea difensiva regge e, nonostante l’assetto ultra-offensivo del Perugia nel finale, il Pineto controlla senza concedere occasioni pulite. Al triplice fischio è festa biancazzurra: tre punti pesanti, che valgono molto più della classifica.
Una vittoria di temperamento e consapevolezza, che restituisce fiducia e sorriso a un gruppo che non si è mai arreso all’idea del quinto stop consecutivo.