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Energia

Diesel a 2,7 euro: l’allarme recessione blocca l’economia. I prezzi in Abruzzo

Prezzi record dei carburanti e crisi energetica mettono a rischio la tenuta di famiglie e imprese abruzzesi

Diesel a 2,7 euro: l’allarme recessione blocca l’economia. I prezzi in Abruzzo
di Luca Di Renzo
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CHIETI. L’ombra della recessione si allunga sull’Italia a causa delle tensioni nel Golfo Persico, con il rischio di un blocco prolungato dello stretto di Hormuz. In questo scenario, il diesel ha raggiunto picchi di 2,7 euro al litro, sebbene la mappatura del Codacons indichi l’Abruzzo come una delle aree meno colpite: a L’Aquila, sulla Statale 5 bis, si registrano valori di 2,39 euro.

L'impennata dei costi energetici ​e dei carburanti sta gravando pesantemente su famiglie e imprese. I dati Istat certificano un crollo della fiducia dei nuclei familiari, passata dal 97,4 di gennaio al 92,6 di marzo. Secondo le stime della Cgia di Mestre, nel corso dell’anno l’aumento del costo di gas ed elettricità raggiungerà il 13,3% per le utenze domestiche e il 13,5% per il comparto business.

​Le associazioni dei consumatori Adhoc, Adiconsumo, Federconsumatori e protezione consumatori hanno inviato una nota formale ai prefetti dei quattro capoluoghi abruzzesi, richiedendo misure urgenti contro le speculazioni.

La proposta principale riguarda l’estensione del tavolo di monitoraggio dei prezzi, già attivo a L’Aquila, anche alle province di Pescara, Chieti e Teramo.

​Sul fronte produttivo, la Cna Abruzzo segnala una situazione drammatica per le piccole imprese. I settori più colpiti includono centri estetici, lavanderie, autotrasportatori, meccanici, vetrerie e concerie. Per queste attività artigiane, l’incidenza delle bollette oscilla tra il 20% e il 30% dei costi totali, riducendo al minimo i margini di sopravvivenza di fronte alla crisi internazionale.