Eccellenze del territorio
Vini d’Abruzzo, il successo a Vinitaly 2026 e le nuove strategie per l'export
di Luca Di Renzo

CHIETI. Il tempo per il settore dell’autotrasporto è ufficialmente scaduto. Il grido d'allarme arriva direttamente dalle associazioni nazionali, le quali avvertono che senza ristori immediati l'intera Italia rischia lo spegnimento logistico. La mobilitazione, che prelude a una serrata imminente, vede una partecipazione massiccia delle imprese in Abruzzo, ormai stremate dall’impennata dei costi operativi. Secondo le stime diffuse dalla CGA di Mestre, il rincaro del diesel ha raggiunto livelli critici: per ogni singolo mezzo pesante, la spesa aggiuntiva annua sfiora i 17.500 euro.
Con il prezzo alla pompa stabilmente sopra la soglia dei 2 euro al litro, molti padroncini sono prossimi alla resa. I dati dell’ultimo decennio fotografano un deserto imprenditoriale: in Abruzzo il numero delle ditte è sceso drasticamente, passando dalle 1763 unità di dieci anni fa alle attuali 1341, con una perdita netta di 422 aziende e una variazione negativa del 23%.
La provincia di Pescara risulta essere la più colpita, registrando un crollo del 30,3% delle attività attive. Non va meglio nel territorio di Teramo, dove si contano 101 ditte scomparse dai registri di categoria. A L'Aquila il decremento si attesta sul 21%, mentre la provincia di Chieti mostra una tenuta leggermente superiore, pur avendo perso il 18% del proprio tessuto produttivo nel comparto merci. In assenza di interventi strutturali sul prezzo del gasolio, il rischio è che la logistica italiana subisca un colpo definitivo, compromettendo l'approvvigionamento dell'intero stivale.