L'incidente
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di Giancarlo Falconi

TERAMO. Alla fine, a perdere, non è stata solo una scommessa tra cittadini e osservatori attenti del territorio. A uscire sconfitta è, ancora una volta, la promessa — mai davvero mantenuta — di una città più sicura.
La zona
Nel quartiere di contrada San Benedetto, a Teramo, l’occasione sembrava di quelle giuste: l’inaugurazione del nuovo giardino boschivo, a ridosso della scuola materna, avrebbe potuto rappresentare anche un momento concreto per intervenire su criticità note da tempo.
Tra queste, la sicurezza stradale in un’area frequentata quotidianamente da famiglie e bambini. E invece, secondo quanto segnalato da diversi residenti, nulla è cambiato.
L'incuria
Le strisce pedonali risultano ormai scolorite, quasi invisibili. I segnali di stop appaiono trascurati, mentre gli stalli di sosta — un tempo chiaramente delimitati — sono stati cancellati dal tempo e dall’assenza di manutenzione. Un quadro che solleva interrogativi precisi sulla reale attenzione dell’amministrazione guidata dal sindaco D’Alberto verso le esigenze più basilari della cittadinanza.
Le segnalazioni non sono nuove, ma la loro reiterazione, anche in occasione di un intervento pubblico celebrato ufficialmente, evidenzia una disconnessione evidente tra annunci e realtà. In un contesto urbano dove convivono un parco pubblico e una scuola, la sicurezza dovrebbe rappresentare una priorità non negoziabile, non un dettaglio trascurabile.
Urgenza di un sopralluogo
Per questo motivo, cresce la richiesta — sempre più insistente — di un sopralluogo ufficiale da parte degli uffici comunali competenti. Non una semplice verifica formale, ma un’assunzione di responsabilità concreta. Perché qui non si tratta più di una scommessa persa: si tratta della sicurezza quotidiana di un quartiere intero.
