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Il caso

Teramo, dissesto idrogeologico: milioni annunciati, ma per ora restano solo le transenne

Finanziamenti e interventi annunciati dalla Giunta D’Alberto, ma a settembre 2026 in diversi punti della città i cantieri restano ancora un’attesa

Teramo, dissesto idrogeologico: milioni annunciati, ma per ora restano solo le transenne
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. A Teramo il dissesto idrogeologico sembra essere diventato una questione da affrontare con le transenne, con i divieti e con l’attesa. L’attesa che cada un altro pezzo di terreno, che rotolino altre pietre, che una situazione già nota da tempo diventi improvvisamente un’emergenza.

Eppure gli annunci non erano mancati.

Gli interventi annunciati dalla Giunta D’Alberto

La Giunta D’Alberto aveva approvato una delibera per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico in alcune delle aree più delicate del territorio comunale: il versante tra via Cavour e via Brodolini, via Cona e via De Gasperi.

Sul tavolo un finanziamento ministeriale complessivo da 5 milioni di euro, di cui 1 milione e 540 mila euro già destinati al dissesto di Colleparco. Per gli altri interventi era stato previsto un investimento da 3 milioni e 460 mila euro: 1 milione e 860 mila euro per via Cavour-via Brodolini, 1 milione e 200 mila euro per via De Gasperi e 400 mila euro per via Cona.

Numeri importanti. Risorse che avrebbero dovuto tradursi in sicurezza.

Cinque milioni di euro per mettere in sicurezza le aree a rischio

Per il versante Cavour-Brodolini era stato annunciato un intervento in profondità, considerata la consistenza del dissesto. Per via Cona e via De Gasperi, invece, erano stati ipotizzati lavori più superficiali, legati principalmente allo scivolamento di pietre e materiale dal versante.

Il sindaco Gianguido D’Alberto aveva parlato di una «strategia ampia di programmazione» e della necessità di «risolvere una situazione che va avanti da troppo tempo», con l’obiettivo di garantire la sicurezza del territorio attraverso una pianificazione puntuale.

Ancora più nette erano state le parole dell’assessore ai Lavori Pubblici Marco Di Marcantonio: «Siamo attentissimi ai dissesti idrogeologici». L’assessore aveva spiegato che il Comune, attraverso fondi ministeriali e regionali, avrebbe stabilito una graduatoria delle priorità intervenendo nei punti di maggiore rilevanza.

Parole precise.

A Teramo le transenne restano, i cantieri quando arriveranno?

Siamo a settembre 2026 e, però, in diversi punti della città il cittadino continua a vedere soprattutto transenne. Barriere spostate, riposizionate, allargate. Una sorta di urbanistica dell’attesa che finisce per convivere con il rischio anziché cancellarlo.

Ed è proprio qui che la distanza tra gli annunci e la realtà diventa politicamente evidente.

I finanziamenti sono stati annunciati, gli interventi descritti, le priorità individuate. Quello che manca, agli occhi dei cittadini, è il passaggio decisivo: i cantieri e la conclusione delle opere.

Dissesto idrogeologico, la domanda sullo stato dei lavori

Il dissesto idrogeologico non aspetta i tempi della comunicazione politica. Non legge le delibere e non conosce le conferenze stampa. Continua semplicemente a muoversi.

E allora la domanda, nel settembre del 2026, è inevitabile: a che punto sono realmente quei lavori?

Perché nel frattempo, a Teramo, si continua a sentire soprattutto il rumore delle transenne che vengono spostate e l’eco delle dichiarazioni dell’assessore Di Marcantonio.