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Il caso

Teramo, dal rilascio alla fuga: violenze, inseguimenti e arresto dopo ore di caccia all’uomo

La cronaca di una sequenza di eventi che solleva interrogativi sulla gestione di un soggetto già protagonista di episodi violenti e rimesso in libertà poche ore prima

L'uomo arrestato
L'uomo arrestato
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Non una semplice fuga, ma una sequenza di eventi che solleva interrogativi sulla gestione di un soggetto già protagonista di episodi violenti e rimesso in libertà poche ore prima. È quanto accaduto in due giorni tra Martinsicuro, Giulianova e nel comune di Teramo, dove un uomo di 32 anni, di nazionalità polacca, ha dato vita a un lungo e pericoloso tentativo di sottrarsi nuovamente alla giustizia.

La fuga dal tribunale

Secondo quanto ricostruito, l’uomo era stato arrestato dai Carabinieri per una serie di atti vandalici e aggressivi, tra cui il danneggiamento di una scuola a Martinsicuro e del Pronto Soccorso dell’ospedale di Giulianova. Condotto davanti all’Autorità Giudiziaria per il rito direttissimo, era stato rimesso in libertà al termine dell’udienza. Il trentaduenne si è dato alla fuga dal Tribunale, dando inizio a un inseguimento che ha coinvolto più forze dell’ordine e messo a rischio cittadini e operatori.

Un escalation di reati

La fuga si è trasformata rapidamente in una escalation di azioni sempre più pericolose. Dopo essersi gettato in un fiume nel tentativo di far perdere le proprie tracce, l’uomo è riemerso quasi completamente spogliato e ha fatto irruzione in un’abitazione, da cui ha sottratto un’auto. Con il veicolo ha sfondato un cancello e si è lanciato a forte velocità verso la zona di Poggio Cono, dove ha speronato un’altra vettura, finendo poi fuori strada in una scarpata.

Neppure l’incidente ha fermato la fuga: sceso dall’auto, ha sottratto dalla vettura coinvolta una borsa e alcune cesoie da giardino, proseguendo a piedi nella vegetazione circostante. A quel punto è scattata una massiccia operazione di ricerca, con il coinvolgimento di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco, supportati anche da un elicottero.

La fine dell'inseguimento

L’inseguimento si è concluso solo dopo una battuta serrata in un’area boschiva, quando due agenti della Squadra Mobile, grazie anche all’aiuto di un cittadino che ha messo a disposizione un quad, sono riusciti a raggiungere il fuggitivo nascosto in un fosso. Ne è seguita una violenta colluttazione, al termine della quale gli operatori – rimasti feriti in modo lieve – sono riusciti a bloccarlo con il supporto di altre pattuglie sopraggiunte.

L'arresto

L’uomo è stato infine arrestato e trasferito in Questura, per poi essere condotto nel carcere di Castrogno. Resta ora da chiarire una vicenda che, oltre alla pericolosità delle azioni compiute, apre interrogativi sulle procedure adottate e sulla gestione dei casi ad alto rischio.