L'incidente
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di Tito Di Persio

TERAMO. Cucina italiana ed ecuadoriana a confronto, ma anche formazione, rapporti con le imprese e nuove opportunità di collaborazione tra Abruzzo ed Ecuador. Dal 5 al 16 ottobre l’Istituto “Di Poppa-Rozzi” di Teramo ospiterà “Gusto senza Confini – Italia ed Ecuador: un ponte di sapori e culture”, progetto promosso dalla Camera Binazionale Ecuador-Italia con le Ambasciate dei due Paesi.
Una delegazione di nove docenti e professionisti ecuadoriani della Escuela de los Chefs di Guayaquil lavorerà per due settimane insieme a studenti e insegnanti dell’Alberghiero tra laboratori, dimostrazioni, degustazioni e attività dedicate anche a sala e accoglienza.
Gli ospiti approfondiranno tecniche e produzioni della cucina italiana e abruzzese, mentre gli studenti teramani potranno conoscere preparazioni, materie prime e tradizioni gastronomiche dell’Ecuador.
Dalle cucine alle aziende abruzzesi
Il progetto uscirà anche dalle aule. Il Di Poppa-Rozzi accompagnerà infatti la delegazione alla scoperta di aziende agroalimentari, produttori, strutture ricettive, ristoranti e altre realtà del territorio.
Il confronto riguarderà anche i diversi sistemi di formazione professionale, le metodologie didattiche, le nuove tendenze della ristorazione e il rapporto tra scuola e mondo del lavoro. Per gli studenti sarà quindi anche un’esperienza di formazione internazionale, utile a sviluppare competenze tecniche, linguistiche e interculturali.
Il 7 ottobre la lettera d’intenti
Uno dei momenti centrali è previsto il 7 ottobre alle 13, quando al Di Poppa-Rozzi, alla presenza dell’ambasciatore dell’Ecuador in Italia Esteban Moscoso Bohman, sarà presentata e aperta alla sottoscrizione una lettera d’intenti rivolta a enti locali e produttori regionali.
L’obiettivo è creare le condizioni per una futura delegazione italiana in Ecuador e costruire un canale stabile di collaborazione commerciale, formativa e culturale con l’Abruzzo.
«Credo che lo scambio culturale, principalmente attraverso i sapori e le tradizioni che caratterizzano la cucina italiana ed ecuadoriana – ha dichiarato l’ambasciatore - rappresenti un eccellente strumento per avvicinare i popoli dei due Paesi, nonché per apprendere reciprocamente dalla professionalità e dalle tecniche culinarie dell’Ecuador e dell’Italia, in particolare dalla cucina abruzzese, territorio con il quale l’Ecuador vanta un legame e una collaborazione particolari».
Provvisiero: «Formazione legata al territorio ma aperta al mondo»
Per Alfredo Aramondi, rappresentante della CBEI, l’iniziativa punta a trasformare le relazioni internazionali in opportunità concrete per il territorio, partendo dalla cucina per costruire formazione e nuovi rapporti.
La dirigente Caterina Provvisiero sottolinea invece il valore educativo dello scambio: «Crediamo fortemente che la formazione debba essere collegata al territorio – ha evidenziato la Preside - ma allo stesso tempo aperta al mondo. Attraverso questo progetto possiamo valorizzare le nostre competenze e le nostre tradizioni e, contemporaneamente, imparare da una cultura gastronomica ricca e diversa come quella dell’Ecuador».